Roma ricorda Alexei Navalny, il dissidente russo
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Redazione Interno
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Roma risponde unita alle parole di Alexei Navalny, il dissidente russo deceduto in prigione, in circostanze ancora da chiarire. "Se mi uccideranno, non arrendetevi", queste le sue parole che risuonano nella città eterna. Piazza del Campidoglio si è illuminata per ricordare al mondo che la forza della democrazia, dello stato di diritto, della libertà di espressione e di stampa saranno sempre più forti del terrore e della violenza.
Fiaccolata in memoria di Navalny
Centinaia di persone si sono radunate in piazza del Campidoglio a Roma per la fiaccolata in memoria di Alexei Navalny, organizzata dal leader di Azione, Carlo Calenda. Da alcuni gruppi si è sollevato a più riprese il grido ‘Putin criminale’. Sulla facciata di palazzo Senatorio è stata proiettata l’immagine del dissidente russo, mentre una sua gigantografia compre ai piedi della statua del Marco Aurelio.
Solidarietà e contraddizioni
La solidarietà nei confronti di Aleksei Navalny, il dissidente lasciato morire, forse assassinato in un lager siberiano, si presenta gonfia di contraddizioni. Sostenitori degli aiuti all’Ucraina e fautori di un pacifismo gradito al Cremlino si sono trovati fianco a fianco: una piazza piena di contraddizioni. La tendenza a usare le Europee per regolare i conti interni sembra, di nuovo, difficile da arginare. Gran parte delle mosse di queste settimane rafforzano la sensazione.




