Juventus, Giuntoli e Motta: il faccia a faccia che ha deciso tutto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cristiano Giuntoli, direttore sportivo della Juventus, e Thiago Motta, allenatore della squadra bianconera, si sono scontrati in un confronto acceso durante un pranzo di martedì, un incontro che ha segnato l’inizio della fine per il tecnico italo-brasiliano. La decisione di procedere con l’esonero, inizialmente solo un’ipotesi, è diventata inevitabile dopo le risposte giudicate poco convincenti di Motta, che non ha mostrato alcuna intenzione di dimettersi nonostante le critiche e le pressioni. La rottura, che arriva dopo due pesanti sconfitte contro Atalanta e Fiorentina, con sette gol subiti e zero segnati, segna un fallimento per entrambe le parti: per Motta, che aveva firmato un contratto fino al 2027 con uno stipendio da 4 milioni di euro netti, e per la Juventus, che aveva puntato su di lui come erede di Massimiliano Allegri.

Il vertice, a cui ha partecipato anche Maurizio Scanavino, amministratore delegato del club, non era stato convocato con l’intenzione premeditata di licenziare l’allenatore. Tuttavia, le reazioni di Motta, considerate insufficienti e poco chiare, hanno spinto la dirigenza a riflettere sulla necessità di un cambio. Giuntoli, in particolare, avrebbe espresso il proprio disappunto con una frase che ha fatto scalpore: “Mi vergogno di averti scelto”. Una dichiarazione che, al di là del tono duro, riflette la delusione per un progetto naufragato prima del previsto.

Motta, attualmente in Portogallo con la famiglia durante una breve pausa, non tornerà a Torino per riprendere il suo ruolo. Al suo posto, la Juventus ha già individuato Igor Tudor come successore, una scelta che segna l’inizio di una nuova fase per il club. Le critiche rivolte a Motta non riguardano solo i risultati sul campo, ma anche la gestione tecnica e tattica: dalle scelte discutibili in formazione ai cambi poco strategici, fino alla difficoltà nel tenere unito lo spogliatoio. Aspetti che, uniti ai problemi economici derivanti dal contratto ancora lungo, hanno reso l’esonero l’unica opzione percorribile.

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