West Nile, salgono i contagi in Italia: 312 casi e 13 decessi, nuovi focolai in Sardegna e Lombardia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SALUTE Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Salute Redazione Salute   -   Il virus West Nile non accenna a rallentare la sua corsa in Italia, con i dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità che registrano un incremento costante delle infezioni in diverse regioni. Il bollettino di sorveglianza, aggiornato al 19 agosto e pubblicato in concomitanza con il World Mosquito Day, fotografa una situazione in evoluzione: dall'inizio dell'anno sono stati confermati complessivamente 312 casi di infezione, con un tragico bilancio di 13 decessi.

Un numero, quest'ultimo, che evidenzia come la patologia, sebbene nella maggior parte dei casi si presenti in forma lieve o asintomatica, possa purtroppo rivelarsi fatale soprattutto nei soggetti più vulnerabili, come anziani e persone con pregresse condizioni cliniche.

Numeri in crescita e forme neuro-invasive

L'aumento dei contagi rispetto al precedente aggiornamento, che segnalava 226 casi, è stato significativo e si attesta ora sulle 312 unità. A preoccupare maggiormente gli esperti è il dato relativo alle forme neuro-invasive, quelle cioè che attaccano il sistema nervoso centrale e che rappresentano la complicanza più seria dell'infezione. Ben 156 dei casi confermati rientrano in questa casistica, e tra questi figura anche un caso importato dalle Maldive, a testimonianza della diffusione globale del virus e dell'importanza della sorveglianza anche sui viaggiatori di ritorno da aree a rischio.

La maggior parte dei contagiati, invece, ha sviluppato sintomi più lievi come la febbre, che resta la manifestazione clinica più comune.

La situazione in Lombardia: nuovi focolai nel Cremonese

Nel dettaglio territoriale, la provincia di Cremona si conferma come uno dei focolai più attivi sul territorio nazionale, con un totale di 17 casi registrati dall'ultimo report dell'Iss. Rispetto alla rilevazione precedente, si contano tre nuovi positivi, un incremento che tiene alta l'attenzione delle autorità sanitarie locali. L'analisi dei dati clinici relativi a quest'area rivela che, dei 17 soggetti colpiti, ben 8 hanno sviluppato i temibili sintomi neuroinvasivi, aggravando di conseguenza il quadro clinico e la prognosi, mentre 6 hanno avuto una sintomatologia febbrile di minore entità.

La circolazione del virus in Lombardia, come in altre zone della Pianura Padana, è favorita dalle condizioni climatiche e ambientali che agevolano la proliferazione delle zanzare vettori del patogeno, rendendo fondamentale l'attuazione di misure di prevenzione capillari.

Allarme in Sardegna: venti casi nell'Oristanese

La situazione più critica, per numero di contagi in rapporto alla popolazione, si registra però in Sardegna, dove il virus ha colpito duramente la provincia di Oristano. I casi umani di febbre del Nilo sono infatti saliti a venti, con l'ultimo contagio confermato dalla Asl 5 che riguarda un uomo di età superiore ai settant'anni, attualmente ricoverato presso l'ospedale San Martino di Oristano. L'azienda sanitaria provinciale ha prontamente attivato i protocolli previsti in questi casi, dando il via all'inchiesta epidemiologica per risalire alle modalità di esposizione del paziente.

Parallelamente, il Dipartimento di Prevenzione ha già predisposto le misure di profilassi, che includono le operazioni straordinarie di disinfestazione nell'area di residenza dell'ultimo paziente, con l'obiettivo di interrompere la catena di trasmissione e ridurre la densità delle zanzare infette.

Le misure di prevenzione e il monitoraggio epidemiologico

Di fronte all'evolversi della situazione epidemiologica, le autorità sanitarie locali e nazionali ribadiscono l'importanza delle misure di prevenzione individuale per limitare il rischio di punture. Tra queste, l'utilizzo di repellenti cutanei, l'installazione di zanzariere e l'eliminazione dei ristagni d'acqua nei pressi delle abitazioni, dove le zanzare depongono le uova.

La sorveglianza epidemiologica resta lo strumento cardine per monitorare la diffusione del virus e per orientare gli interventi di sanità pubblica, come le disinfestazioni mirate, che vengono effettuate in stretto coordinamento tra le Asl e i comuni interessati. La circolazione del West Nile virus, come ricordano gli esperti, è ormai un fenomeno consolidato in Italia, e la risposta più efficace passa attraverso una combinazione di vigilanza, tempestività negli interventi e collaborazione da parte dei cittadini nell'adottare comportamenti virtuosi per difendersi dalle punture.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.