Studenti bruciano bandiera Ue in proteste contro il riarmo e i tagli alla scuola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma e Milano sono state teatro, oggi 4 aprile, di manifestazioni studentesche che hanno assunto toni simbolici e polemici, con il rogo di bandiere europee davanti al ministero dell’Istruzione e alla prefettura. I cortei, organizzati dal collettivo Cambiare rotta, hanno riunito centinaia di ragazzi in opposizione alle politiche di austerità, ai finanziamenti militari e alle riforme scolastiche del governo.

A Roma, il gesto più eclatante è stato l’incendio di una maxi-bandiera Ue, distesa a terra e data alle fiamme con fumogeni, mentre risuonavano cori contro il ministro Giuseppe Valditara e l’Unione europea. La protesta, parte di una mobilitazione nazionale, ha visto studenti denunciare quello che definiscono un progressivo smantellamento della scuola pubblica, con slogan come "No alla scuola di Valditara e Ue".

A Milano, il presidio davanti alla prefettura ha seguito lo stesso copione: tra striscioni con scritte come "Soldi alla formazione, non alla guerra" e bandiere palestinesi, anche qui è stata bruciata una bandiera europea. La contestazione si è intrecciata con lo sciopero indetto dal sindacato Usb Scuola, che oggi ha portato in piazza anche insegnanti e personale docente.

Le proteste, seppur pacifiche, hanno scelto gesti di forte impatto visivo, puntando a rilanciare un dibattito sulle priorità di spesa pubblica. Mentre la politica europea spinge per aumentare i fondi alla difesa, gli studenti chiedono che quelle risorse siano destinate all’istruzione. Le immagini delle bandiere in fiamme, più che un attacco all’Europa in sé, sembrano voler rappresentare il rifiuto di scelte percepite come distanti dalle esigenze delle nuove generazioni.

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