Studenti in piazza a Milano contro il riarmo: bruciata bandiera Ue durante il presidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Davanti alla Prefettura di Milano, questa mattina, si è radunato un gruppo di studenti del collettivo Cambiare Rotta, affiancati da lavoratori dell’Unione sindacale di Base, per protestare contro le politiche di riarmo e la precarietà che, a loro avviso, caratterizzano l’attuale fase politica. Tra striscioni con scritte come "Soldi alla formazione, non alla guerra" e bandiere palestinesi, il gesto più eclatante è stato il rogo di una bandiera dell’Unione europea, simbolo di una contestazione che non risparmia neppure le istituzioni continentali.

L’iniziativa si inserisce nel quadro dello sciopero nazionale indetto da Usb Scuola, che ha visto scendere in piazza, in diverse città, docenti, studenti e lavoratori precari. A Roma, ad esempio, sono stati imbrattati cartonati raffiguranti il ministro dell’Istruzione Valditara, quello delle Università Bernini e la premier Meloni, mentre risuonavano slogan come "Basta tagli e precarietà" e "Bernini vattene". La protesta, ribattezzata "Allarme Rosso contro la Scuola di Valditara e dell’Ue", punta il dito contro le riforme del governo, accusate di svuotare il sistema educativo mentre, contemporaneamente, si aumentano le spese militari.

A Milano, dove il corteo è rimasto circoscritto ma carico di tensione, la scelta di bruciare la bandiera Ue ha polarizzato l’attenzione, trasformandosi nel gesto simbolico di un malcontento più ampio, che lega la critica alle politiche economiche europee a quella contro l’invio di armi in scenari di conflitto. Se da un lato le forze dell’ordine hanno vigilato senza intervenire, dall’altro la presenza di bandiere dell’Usb e quelle palestinesi ha ribadito l’intreccio tra rivendicazioni locali e solidarietà internazionale.

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