Corteo a Roma contro il riarmo, Pd e M5s in piazza tra divergenze e unità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una delegazione del Partito Democratico sfilerà oggi accanto al Movimento 5 Stelle nel corteo romano contro il piano europeo di riarmo, un’iniziativa che vede schierati i due partiti su posizioni non sempre allineate ma unite dalla critica alla proposta della Commissione Ue. "Le nostre posizioni non coincidono su tutto, ma condividiamo una forte opposizione a questa scelta", ha dichiarato la segretaria dem Elly Schlein, sottolineando come la difesa comune europea non debba avvenire a discapito delle risorse destinate al welfare e alla coesione sociale. "Governiamo insieme in molte Regioni e città, e quando un alleato scende in piazza, al di là delle differenze, è giusto esserci", ha aggiunto, ribadendo una linea che definisce "testardamente unitaria".

Il corteo, organizzato dal M5S, ha preso il via da piazza Vittorio Emanuele II per snodarsi poi lungo via dei Fori Imperiali, con in testa uno striscione che recita "No al riarmo", slogan centrale della manifestazione. Tra i partecipanti, giovani del Network del Movimento hanno intonato cori come "Viva l’Italia antifascista", mentre l’area si riempiva di bandiere della pace, simboli del partito, kefie palestinesi e cartelli che chiedevano maggiori investimenti in sanità e istruzione. La protesta si rivolge esplicitamente alle politiche della Commissione europea e del governo italiano, accusati di privilegiare le spese militari a scapito dei settori sociali.

La presenza del Pd, tuttavia, appare come un paradosso politico, dopo che pochi giorni fa lo stesso partito aveva votato a Strasburgo a favore della difesa comune europea, allineandosi ai socialisti continentali. Un contrasto che ha alimentato polemiche, con critiche rivolte a Schlein per quello che è stato definito uno "sdoppiamento" tra le istituzioni e la piazza. La segretaria, però, ha scelto di non ignorare l’appello di Giuseppe Conte, che ha definito la mobilitazione "una chiamata del popolo della pace", rilanciando l’immagine di un’alleanza trasversale, seppure non priva di tensioni interne.

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