Il commiato di Monigo tra meta e lacrime: dove giocheranno i leoni in partenza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quella di sabato 25 aprile, per chi l’ha vissuta sugli spalti dello stadio Monigo, è parsa subito una serata diversa dalle altre. Il Benetton Rugby, nell’ultimo appuntamento casalingo della stagione regolare – le due gare residue si disputeranno infatti in Sudafrica – ha compiuto un’impresa che resterà negli archivi del club: rimontare e battere il Leinster, i campioni in carica, con un margine strettissimo, quel 29-26 che porta la firma decisiva di Jacob Umaga. Il piazzato allo scadere, calciato nel silenzio irreale di un impianto gremito da oltre seimila spettatori (tra i quali non mancavano numerosi tifosi irlandesi), ha consegnato alla folla di Treviso una gioia tanto intensa quanto, per alcuni, malinconica. Perché la vittoria, oltre al suo valore sportivo immediato, ha rappresentato il sipario su un’intera epoca per un gruppo di giocatori e membri dello staff che non indosseranno più la maglia biancoverde a partire dalla prossima annata.

L’addio nel cerchio della tradizione: haka e maglie consegnate

Subito dopo il tripudio per il successo sui Dubliners, la squadra si è radunata al centro del campo, come vuole il cerimoniale che accompagna le ultime partite interne di fine ciclo. Di fronte a un pubblico da record – la società non aveva mai registrato una presenza così nutrita per una gara ordinaria di URC – sono state consegnate le maglie celebrative ai partenti. Un rito che quest’anno ha assunto una carica emotiva particolarmente alta, impreziosita dall’esecuzione di un’haka dedicata proprio a chi stava salutando. Tra le braccia aperte e i gesti ancestrali, i tifosi hanno riconosciuto volti noti, pezzi di storia recente del club veneto. La curva ha risposto con un applauso lungo, interrotto solo dalle prime lacrime di qualche giocatore visibilmente commosso.

Tommaso Menoncello e gli altri: il puzzle delle destinazioni

Tra i nomi che hanno sfilato in quella commovente passerella spicca senza dubbio quello di Tommaso Menoncello, il cui futuro è già stato annunciato altrove. Il giovane talento, cresciuto nel vivaio dei Leoni e divenuto punto fermo del centro Italia, saluterà Treviso per intraprendere una nuova avventura all’estero, destinazione che i suoi agenti hanno definito nelle settimane scorse ma che qui non occorre dettagliare oltre. Al suo fianco, altri compagni di reparto e alcuni elementi dello staff tecnico hanno ricevuto il tributo del pubblico; non tutti hanno ancora ufficializzato la prossima maglia, ma le trattative con club francesi e inglesi risultano a uno stadio avanzato, secondo quanto emerso negli ambienti di mercato del rugby europeo. Qualcuno potrebbe restare in Italia, magari spostandosi verso realtà della stessa URC o della Challenge Cup, mentre per altri si profila un passaggio in Premiership.

La notte magica prima del viaggio: un successo che vale doppio

La rimonta sui Leinster ha avuto quindi il sapore di un regalo reciproco: la squadra ha voluto lasciare ai propri tifosi un’ultima immagine vincente, e quei tremila secondi di gioco vissuti sul filo dei tre punti hanno restituito alla piazza la consapevolezza di avere ancora le armi per competere con le migliori formazioni d’Europa. Le quattro mete realizzate, la sofferenza in mischia chiusa e la freddezza di Umaga nel momento decisivo hanno costruito una vittoria che nessuno dimenticherà in fretta. Per chi ha annunciato la partenza, quella sera è stata l’occasione per chiudere un cerchio senza rimpianti, con la coscienza di aver onorato fino all’ultimo minuto la maglia. La cronaca nera del rugby, se così si può chiamare, non ha spazio in questa storia: nessuno scandalo né ombre giudiziarie, solo transizioni contrattuali e scelte di carriera. Le inchieste giornalistiche, semmai, potranno in futuro accertare le condizioni economiche di alcuni trasferimenti o le clausole rescissorie, ma al momento restano notizie di mercato e basta. I Leoni, intanto, si preparano a volare in Sudafrica per le ultime due sfide della regular season. Poi, per Menoncello e gli altri, si aprirà il capitolo successivo – lontano dal prato verde di Monigo.

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