Trino, il nuovo polo europeo dell’AI: Techbau realizzerà il data center da 4 miliardi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Piemonte si prepara a diventare uno dei principali poli europei per l’intelligenza artificiale e il cloud computing. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha dichiarato di preminente interesse strategico nazionale il programma di investimento denominato "Cavour Hyperscale Campus". Il progetto, del valore di circa 4 miliardi di euro, prevede la riconversione dell’ex centrale termoelettrica "Galileo Ferraris" di Trino, nel Vercellese, in un gigantesco data center dedicato all’elaborazione dei dati e allo sviluppo dell’AI.

Dietro questa imponente operazione infrastrutturale c’è il gruppo Techbau, un’autentica corazzata nata e cresciuta sulle sponde del Ticino, che guiderà la realizzazione del nuovo polo digitale destinato a diventare uno dei più grandi d’Europa.

Techbau, il colosso del Novarese che guiderà l’opera

A realizzare il maxi data center di Trino sarà Techbau S.p.A., società con sede a Castelletto sopra Ticino, in provincia di Novara, dove l’azienda ha consolidato il proprio percorso di crescita. A guidarla come amministratore delegato e socio è Andrea Marchiori, mentre il gruppo, specializzato nella realizzazione di grandi infrastrutture, ha ormai assunto le dimensioni di un vero e proprio gigante del settore.

L’ultimo bilancio della società, che conta 239 dipendenti diretti, restituisce la fotografia di una crescita impressionante: nel 2025 i ricavi hanno toccato la cifra record di 715,3 milioni di euro, segnando un balzo del 36,4% rispetto all’anno precedente, mentre i profitti netti sono schizzati a 75,4 milioni, di fatto raddoppiati.

Un’evoluzione, quella della Techbau, che l’ha portata da semplice costruttore a partner globale, come dimostrano i decine di progetti nel ramo logistico, tra cui il maxi-polo Amazon di Vercelli, vasto quasi 190 mila metri quadrati, e i cantieri in fase di completamento a San Pietro Mosezzo. Ora, la scommessa si sposta sui "cervelloni digitali", con un’infrastruttura a Trino supportata da investitori globali come BentallGreenOak, per una manovra finanziaria complessiva stimata in 4,5 miliardi di euro.

Un investimento strategico per l’Italia e il Piemonte

La decisione del governo di accelerare l’iter per il "Cavour Hyperscale Campus" risponde a un deficit infrastrutturale del Paese nel campo dei data center, che riveste ormai una criticità strategica per la sovranità digitale nazionale e la competitività tecnologica dell’intero sistema Europa.

Di fronte a una capacità europea che dovrà crescere di almeno il 150 per cento entro il 2030 per sostenere la diffusione dei servizi in rete e le applicazioni di intelligenza artificiale, l’Italia dispone oggi di meno del cinque per cento della capacità complessiva dell’Unione.

Per questo il governo ha pianificato investimenti per oltre 25 miliardi di euro nel settore tra il 2026 e il 2028, dopo i 7,1 miliardi già investiti tra il 2023 e il 2025, con l’obiettivo di fare del Belpaese uno dei principali hub europei delle infrastrutture digitali, al pari di Francia e Germania.

Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ha accolto con grande favore la decisione dell’esecutivo, sottolineando come "questo investimento confermi che il Piemonte è una regione credibile, affidabile e sempre più attrattiva per gli investimenti internazionali nei settori ad alta tecnologia", aggiungendo che il recupero di un’area industriale come quella dell’ex centrale di Trino dimostra come sia possibile coniugare rigenerazione, innovazione e crescita economica.

Tempi, numeri e occupazione: il cronoprogramma del campus di Trino

La scelta strategica di puntare su Trino per il "Cavour Hyperscale Campus" nasce dalla possibilità di sfruttare un sito industriale dismesso dal 2013, che dispone di enormi superfici e, elemento cruciale per un’infrastruttura di questa portata, di una stazione elettrica esistente a 380 kilovolt già connessa direttamente alla rete nazionale.

Il nuovo campus avrà una potenza complessiva compresa tra i 300 e i 400 megawatt, un quantitativo di energia paragonabile al fabbisogno di una grande città, che verrà in parte compensato dalla vicinanza del più grande parco fotovoltaico del Nord Italia, già operativo, della potenza di 87,5 megawatt.

Il cronoprogramma ufficiale, già definito, prevede l’avvio della conferenza dei servizi entro la fine del 2026, il rilascio dell’autorizzazione unica nel corso del 2027 e, infine, l’apertura del primo lotto operativo prevista per la fine del 2028. Per assicurare la tempestiva realizzazione dell’investimento, il governo ha previsto la nomina di un Commissario straordinario, che opererà d’intesa con la Regione Piemonte.

L’impatto sul territorio sarà fortissimo anche dal punto di vista occupazionale: nella fase di costruzione saranno impiegati in media circa 1.200 lavoratori, con picchi che supereranno le 2 mila unità, mentre una volta a regime il campus richiederà la presenza stabile di 300-350 tecnici altamente qualificati, a cui si aggiungerà un indotto stimato in circa mille professionisti.

Sfide e opportunità per il territorio tra sostenibilità e normative

Se da un lato la creazione del maxi polo digitale inorgoglisce il territorio piemontese, dall’altro il progetto solleva non poche preoccupazioni, in particolare per l’impatto ambientale e il consumo di risorse, che saranno al centro del dibattito nei prossimi mesi. Si teme che un impianto di tale portata possa prosciugare le riserve idriche necessarie per il raffreddamento dei server e mettere a dura prova la rete elettrica locale, nonostante la presenza del vicino parco fotovoltaico e la previsione di sistemi di accumulo elettrochimico.

Parallelamente, la Regione Piemonte si è accorta di non avere ancora regole chiare per gestire questo tipo di insediamenti, dato che sulle scrivanie regionali giacciono già un’ottantina di richieste per l’apertura di nuovi centri dati.

L’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, anch’egli novarese, ha annunciato un’accelerazione per portare in giunta una nuova legge che metta ordine nel settore e concili l’innovazione tecnologica con la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica, obiettivi che la Regione considera complementari e imprescindibili per uno sviluppo moderno e duraturo.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.