Romina Power a Ferrara: “Sento che Ylenia è ancora viva, la speranza di una madre non muore mai”

Romina Power a Ferrara: “Sento che Ylenia è ancora viva, la speranza di una madre non muore mai”
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sabato sera la Darsena di Ferrara ha vissuto un momento di grande partecipazione affettiva, accogliendo Romina Power in occasione dell’evento speciale “Darsena Time – Un fiume di lavoro”, promosso dall’Assessorato alle Politiche del Lavoro e Pari Opportunità del Comune di Ferrara. L’artista, figura poliedrica che ha segnato la storia della musica e dello spettacolo italiano, era in città per presentare il suo ultimo lavoro editoriale, “Pensieri profondamente semplici. l’abbecedario della mia vita” (Rizzoli), un volume intimo che ripercorre le tappe salienti della sua esistenza attraverso un originale lemmario personale. L’incontro, moderato dalla giornalista Emanuela Simoni, ha saputo intrecciare i temi dell’autonomia professionale, dell’indipendenza femminile e della realizzazione personale con il racconto di una vita vissuta sempre all’insegna dell’autenticità e del coraggio delle proprie scelte.

“Pensieri profondamente semplici”: l’abbecedario di una vita straordinaria

Il libro presentato a Ferrara non è una biografia tradizionale ma un viaggio nell’anima dell’artista, costruito intorno a parole-chiave che scandiscono i capitoli della sua esistenza. Romina Power ha spiegato al numeroso pubblico accorso sul lungofiume di aver scelto questa forma non convenzionale per raccontarsi, spinta dal desiderio di condividere i propri pensieri più intimi prima che fosse troppo tardi, essendo ormai giunta, come ha ammesso con schiettezza, ai tre quarti della sua vita.

L’abbecedario raccoglie riflessioni che spaziano dall’amore alla spiritualità, dalla natura alla ricerca della felicità, offrendo uno spaccato autentico della sua personalità. Durante il dialogo con il pubblico, l’artista ha rivelato di sentirsi maggiormente libera nella scrittura e nella pittura, attività che le consentono di esprimersi senza le costrizioni che spesso accompagnano il mondo dello spettacolo, e ha parlato del bisogno di tranquillità che l’ha portata a scegliere una vita più riservata, lontana dai riflettori che l’hanno resa celebre in tutto il mondo.

La musica, i ricordi e il legame con il pubblico

Nel corso dell’incontro, Romina Power ha condiviso con i presenti anche alcuni ricordi legati alla sua carriera musicale, soffermandosi in particolare sul rapporto speciale che la lega al suo pubblico. Ha raccontato di essere molto legata alle sue canzoni meno conosciute, quelle che raramente passano in radio, e ha rievocato con emozione il periodo degli esordi e il successo di brani come “Acqua di mare”, che nel lontano 1970 le valse la vittoria al Festivalbar Giovani.

Parlando del presente, ha espresso la sua gioia nel constatare come alcune sue canzoni storiché, come il celebre “Ballo del Qua Qua”, continuino a vivere attraverso le nuove generazioni, citando l’aneddoto di Tiziano Ferro che la canzone la faceva ascoltare ai propri bambini. A Ferrara, Romina ha potuto sperimentare ancora una volta il calore di un pubblico affettuoso e partecipe, che l’ha accolta con abbracci e strette di mano durante il firmacopie, un contatto diretto che l’artista ha definito come il più autentico e prezioso.

La speranza per Ylenia e il conforto della spiritualità

Uno dei momenti più toccanti dell’incontro ferrarese è stato quello in cui Romina Power ha parlato della scomparsa della figlia Ylenia, avvenuta a New Orleans nel 1994. L’artista, che in più occasioni ha ribadito pubblicamente la sua convinzione che Ylenia non sia morta, ha dichiarato con fermezza: “La speranza di una madre non muore mai, non importa quanto tempo passi. Pratico la meditazione. Sento che lei sia ancora viva”.

A differenza dell’ex marito Al Bano, che ha dichiarato di aver accettato la fine dell’illusione, Romina Power non ha mai smesso di credere che sua figlia possa essere da qualche parte nel mondo, e questo sentimento si è rafforzato grazie al sostegno trovato nella fede e nella pratica buddista, che l’hanno aiutata a superare i momenti più difficili, come quando si prese cura della madre negli Stati Uniti. Il legame tra una madre e una figlia, come ha sottolineato lei stessa, è un cordone ombelicale che non si recide mai del tutto.

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