Corte dell'Aia emette mandati contro Netanyahu, Gallant e Deif
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Redazione Esteri
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La Corte Penale Internazionale (CPI), il principale tribunale internazionale per crimini di guerra e contro l'umanità, ha emesso mandati di arresto nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e del suo ex Ministro della Difesa, Yoav Gallant. La decisione, presa il 21 novembre, segue il rigetto della ricusazione di Israele per difetto di giurisdizione. Anche Mohammed Deif, accusato del massacro del 7 ottobre 2023 che ha scatenato la guerra, è stato colpito da un mandato d'arresto.
Josep Borrell, capo della diplomazia dell'Unione Europea, ha dichiarato che la decisione della CPI "non è politica" e "deve essere rispettata e attuata". Durante una conferenza stampa ad Amman con il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, Borrell ha sottolineato l'importanza di rispettare il ruolo giuridico della Corte.
L'ex premier italiano Giuseppe Conte ha commentato la decisione, chiedendo sanzioni ed embargo sulle armi a Israele. Conte ha criticato la politica internazionale, accusandola di ignorare la carneficina di palestinesi a Gaza, che ha causato circa 44mila vittime, metà delle quali donne e bambini. Anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso il suo sostegno alla CPI, affermando che l'Italia valuterà insieme ai suoi alleati come comportarsi di fronte a questa decisione.
La CPI, con sede all'Aia, continua a svolgere un ruolo cruciale nella giustizia internazionale, perseguendo crimini di guerra e contro l'umanità.




