Lazio senza calcio, il blocco dell'AIA ferma 30 mila tesserati

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel Lazio, il pallone tace. Campi deserti, spogliatoi vuoti, spalti senza tifosi: non un fischio, non un gol, nemmeno proteste o insulti. Silenzio. Gli arbitri, custodi di un gioco quasi sacro, hanno posato il fischietto e fermato la giostra. Roma si è svegliata smarrita, privata del battito che da sempre scandisce le sue domeniche. Nessuno ricorda uno stop così drastico per una scelta umana: non per pioggia, non per neve, né per il fato.

Dopo lo stop degli arbitri, ci si prepara a tornare in campo. La situazione del girone Eccellenza Lazio girone B, dopo la sosta forzata dovuta allo sciopero dei direttori di gara nello scorso fine settimana, si avvia verso la ripresa. Il prossimo weekend coinciderà con il quattordicesimo turno, un appuntamento casalingo atteso da molti.

Tuttavia, il lato marcio e più triste del calcio emerge con forza. Schiaffi e pugni alla pancia: un racconto shock dell'arbitro di Serie A, costretto ad andare all'ospedale. Una scena da Far West sul campo da calcio, che l’arbitro, ancora scosso, ha raccontato. Purtroppo, ancora oggi ci ritroviamo a fare i conti con delle scene che mai si dovrebbero vedere sul rettangolo verde, così come in qualsiasi altro sport amatoriale o professionistico che sia. Le aggressioni agli arbitri, purtroppo, continuano a essere tante, specialmente a livello dilettantistico, quando l’eco mediatico è meno forte rispetto a quello che invece si avrebbe in Serie A o comunque nei campionati professionistici.

Il sindaco Gianfranco Piergentili ha dichiarato: "Mille scuse all'arbitro di Civitavecchia, ora confronto con giunta e club".

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