Ultima generazione colpisce ancora: blitz al McDonald’s di Varese
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Redazione Interno
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Nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 13.30, cinque attivisti di Ultima Generazione hanno fatto irruzione nel McDonald’s di Varese Stadio, in via Giuseppe Bolchini, dando vita a un’azione dimostrativa che rientra nella campagna Il Giusto Prezzo. Con striscioni al alto e volantini distribuiti ai clienti, hanno denunciato quello che definiscono un sistema alimentare insostenibile, basato sullo sfruttamento del lavoro e dannoso per l’ambiente.
L’iniziativa, che segue di pochi giorni il clamoroso atto contro il ristorante di Carlo Cracco a Milano – dove era stata versata passata di pomodoro in veranda – mira a colpire simboli di un modello economico accusato di alimentare disuguaglianze. Se allora era finito nel mirino il lusso inaccessibile, oggi è toccato alla multinazionale del fast food, bersaglio di critiche ricorrenti per il suo impatto ecologico e le condizioni dei lavoratori della filiera.
Gli attivisti, nel corso del blitz, hanno sottolineato il legame tra McDonald’s e Inalca, azienda italiana produttrice di carne che rifornisce la catena. “Promuovono un sistema che danneggia la salute e il pianeta”, hanno spiegato ai presenti, cercando un confronto diretto con chi, seduto ai tavoli, si è trovato coinvolto nella protesta.
Quella di Ultima Generazione è una strategia che punta a suscitare reazioni, alternando obiettivi di alto profilo – come Cracco – a realtà massificate. Se il fine è accendere un dibattito, il metodo divide: c’è chi lo considera una provocazione sterile e chi, invece, un modo per portare alla luce problemi spesso ignorati.




