Roby Facchinetti sbaglia il
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il concerto dei Pooh al Lucca Summer Festival, andato in scena nella serata di giovedì 30 luglio, si è trasformato in un evento destinato a fare il giro del web per un motivo del tutto inaspettato, che nulla aveva a che fare con la scaletta o con la consueta perfetta esecuzione che da decenni contraddistingue la band. Durante l’esibizione, precisamente mentre veniva intonato uno dei cavalli di battaglia del gruppo, Pierre, il tastierista e voce storica Roby Facchinetti ha vissuto un momento di smarrimento che lo ha portato a commettere un errore sul testo del brano.
Un incidente, questo, tanto più eclatante se si considera che Pierre è una canzone pubblicata nel lontano 1976 e che, di conseguenza, l’artista ha eseguito migliaia di volte nel corso della sua carriera, rendendo l’accaduto ancora più sorprendente per gli appassionati che gremivano la piazza.
L’errore durante l’esecuzione di Pierre
Il tutto si è verificato proprio all’attacco della seconda strofa del celebre pezzo, un momento delicato dell’arrangiamento che richiede massima attenzione da parte dell’interprete. Laddove ci si aspettava di ascoltare il testo che milioni di fan conoscono a memoria, dal palco è invece uscita una frase inaspettata, descritta dallo stesso Facchinetti come un’espressione in “afrobergamasco”, un neologismo ironico che rende l’idea di quanto la gaffe fosse lontana dalla lirica originale.
Gli spettatori presenti in piazza, inizialmente colti di sorpresa, hanno reagito con un misto di stupore e divertimento, riconoscendo la rarità dell’evento al punto che, in poche ore, i video amatoriali dell’episodio hanno iniziato a circolare massicciamente sui social network, accendendo i riflettori su un lapsus che ha trasformato un potenziale momento di imbarazzo in un episodio di grande simpatia umana.
La reazione social e le scuse di Roby Facchinetti
A spegnere sul nascere ogni possibile polemica e a mettere tutti d’accordo è stato lo stesso Roby Facchinetti, il quale, con la consueta schiettezza che contraddistingue il suo rapporto con il pubblico, ha rotto il silenzio poche ore dopo il concerto attraverso un lungo e sentito post pubblicato sui suoi profili social ufficiali.
Nella riflessione condivisa con i fan, il musicista ha spiegato che durante la serata di Lucca è accaduto qualcosa che, eseguendo Pierre, non gli era mai capitato dal 1976, anno di pubblicazione del brano, sottolineando quindi l’eccezionalità dell’accaduto e la sincerità del suo dispiacere.
“Ho detto una frase afrobergamasca, perdonatemi!”, ha scritto Facchinetti rivolgendosi ai suoi seguaci, un messaggio in cui l’autoironia ha fatto da contraltare alla genuina richiesta di scusa, dimostrando come dietro all’artista si celi un uomo capace di prendersi con leggerezza anche di fronte a un errore che, per chi vive di musica e di palcoscenico da così tanti anni, rappresenta una circostanza più unica che rara.
Un episodio che rafforza il rapporto con il pubblico
L’episodio del Summer Festival, lungi dall’offuscare la qualità della performance complessiva dei Pooh, ha anzi aggiunto un tassello in più alla narrazione di una band che, nonostante i decenni di carriera e il successo planetario, continua a mantenere intatto quel contatto viscerale con chi li segue.
La gaffe di Facchinetti, gestita con la disinvoltura di chi ha calcato i palchi più importanti del mondo, ha restituito al pubblico l’immagine di un artista autentico, che non teme di mostrare il proprio lato umano e imperfetto, trasformando un “incidente di percorso” in un momento di complicità collettiva che difficilmente i presenti dimenticheranno.
Mentre i riflettori si spengono sulla città toscana e il tour prosegue verso le prossime tappe, rimane la sensazione che, a volte, siano proprio quegli imprevisti fuori copione, come la frase in “afrobergamasco” di Roby Facchinetti, a rendere un concerto realmente indimenticabile per gli occhi e per il cuore di chi assiste.
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