Fine vita, il centrodestra toscano blocca la legge sul suicidio assistito

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il centrodestra toscano ha deciso di fermare, almeno temporaneamente, la legge regionale sul suicidio medicalmente assistito, approvata martedì scorso. I consiglieri regionali di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno presentato un ricorso al collegio di garanzia statuaria, chiedendo di verificare la conformità della norma rispetto allo statuto della Regione. Questo passaggio, che potrebbe durare fino a 30 giorni, blocca di fatto la promulgazione della legge, lasciando in sospeso una questione che ha diviso non solo la politica ma anche l’opinione pubblica.

La Toscana, prima regione in Italia a legiferare sul fine vita, aveva colmato un vuoto normativo che il Parlamento nazionale non è riuscito a sanare nonostante la storica sentenza della Corte costituzionale del 2019, emessa in seguito al caso di Dj Fabo. Quella decisione aveva aperto la strada a un dibattito complesso, che ora si riaccende in Consiglio regionale. I capigruppo di centrodestra, Marco Stella (Forza Italia), Elena Meini (Lega) e Vittorio Fantozzi (Fratelli d’Italia), hanno motivato il ricorso sostenendo che la legge presenta profili di incostituzionalità, senza però entrare nel merito dei dettagli specifici.

La norma, che regolamenta il suicidio assistito per i malati terminali o per coloro che soffrono di patologie irreversibili e dolorose, era stata approvata dopo un acceso dibattito in aula. I sostenitori della legge avevano sottolineato l’importanza di garantire una scelta dignitosa ai pazienti, evitando che fossero costretti a rivolgersi ai tribunali per vedersi riconosciuto un diritto già sancito dalla Consulta. Tuttavia, il centrodestra ha preferito sollevare obiezioni procedurali, rimandando la questione al collegio di garanzia.

Intanto, in Umbria, la giornalista perugina Laura Santi, affetta da sclerosi multipla in fase avanzata, ha lanciato una raccolta firme per spingere la regione a seguire l’esempio toscano. Durante un incontro in streaming con l’avvocato Filomena Gallo e Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni, Santi ha chiesto ai consiglieri regionali, ai parlamentari umbri e alle associazioni di sostenere una proposta di legge simile. «Non ci siano più altre Laura Santi», ha dichiarato, sottolineando l’urgenza di garantire a chi soffre la possibilità di decidere autonomamente sul proprio fine vita, senza dover ricorrere a lunghe battaglie legali.

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