Giancarlo Giannini compie 84 anni e stronca il cinema di oggi: “L’Odissea di Nolan? Meglio Omero”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il 1 agosto 1942 nasceva a La Spezia Giancarlo Giannini, e oggi quel bambino diventato uno dei volti più celebri del cinema italiano spegne 84 candeline. Con la consueta schiettezza che lo contraddistingue da sempre, l'attore si è raccontato in una lunga intervista rilasciata a Today, offrendo un bilancio tutt'altro che indulgente sullo stato di salute della settima arte, un cinema che a suo dire ha ormai smarrito quella forza primigenia capace di trascinare intere generazioni in sala.

Alla domanda su cosa veda guardandosi indietro nel giorno del suo compleanno, Giannini non usa mezzi termini e risponde con la franchezza che i suoi estimatori conoscono bene: “Che sto invecchiando”. E aggiunge, quasi a voler fugare ogni dubbio su eventuali autoinganni legati all'età: “Compio 84 anni e non ho mai detto ‘me ne sento 10 di più, 10 di meno’. No, io mi sento gli anni che ho”. Una dichiarazione che suona come un atto di lucidità e di onestà intellettuale, rara in un ambiente, quello dello spettacolo, spesso incline a mascherare il passare del tempo con artifici e rituali collettivi.

Un'odissea personale lunga otto decenni

Giancarlo Giannini e gli 84 anni della sua personale Odissea, che lui però preferisce senza esitazione a quella firmata da Christopher Nolan, rappresentano ormai un pezzo di storia del cinema italiano e internazionale. L'attore, che può vantare una stella sulla Walk of Fame di Los Angeles e una carriera costellata di successi, collaborazioni illustri e riconoscimenti prestigiosi, ha però ammesso di non frequentare più le sale con la stessa assiduità di un tempo.

Troppo scaltro, forse, per ignorare i trucchi del mestiere, o troppo deluso da quelle che considera operazioni commerciali prive di autentica sostanza narrativa. A margine dell'ennesimo premio alla carriera ricevuto, un'occasione che lui stesso ironicamente definisce come un tentativo di allungargli la vita (“pensano che subito dopo muoia”), Giannini ha rivelato di aver comunque guardato la discussa trasposizione cinematografica dell'epica omerica diretta dal regista britannico.

Il responso, però, è stato lapidario e non lascia spazio a interpretazioni: “Resta meglio leggersi direttamente Omero”. Un commento secco, che riassume in poche parole il suo pensiero su un certo modo di fare cinema contemporaneo, troppo dipendente dagli effetti speciali e poco attento alla profondità dei testi originali.

“Il cinema oggi mi annoia, andiamo pochissimo in sala”

Il rapporto di Giannini con il grande schermo, insomma, si è fatto negli anni sempre più distaccato, quasi fosse un osservatore esterno che fatica a riconoscere nei prodotti odierni la stessa arte che lo ha reso famoso. “Il cinema oggi mi annoia e vado pochissimo in sala”, ha confessato senza giri di parole, aggiungendo un dato che per molti potrebbe suonare come una provocazione ma che per lui è una constatazione amara e ormai consolidata: “Abbiamo smesso da 20 anni di fare cinema”.

Un'affermazione pesante, che getta un'ombra lunga su decenni di produzioni e che sembra tracciare un confine netto tra ciò che lui considera arte e ciò che invece ritiene mero intrattenimento privo di spessore. Eppure, a 84 anni appena compiuti, l'attore non ha perso la voglia di cercare nel suo mestiere la stessa scintilla che lo animava agli esordi: una bella storia da raccontare e il piacere di giocare, perché, come ricorda lui stesso, recitare significa anche e soprattutto divertirsi, ritrovando quella leggerezza che troppo spesso il cinema di oggi sembra aver dimenticato.

La voce di Hollywood e l'amore per il palcoscenico

Quello che forse non tutti sanno, al di là del mito e dei riflettori, è che Giannini ha costruito una carriera parallela e altrettanto straordinaria come doppiatore, prestando la sua inconfondibile voce italiana ad alcune delle più grandi star del cinema mondiale.

Jack Nicholson, Al Pacino, Michael Douglas, Gérard Depardieu, Dustin Hoffman e Ryan O'Neal hanno tutti parlato con il suo timbro nelle sale italiane, un lavoro di adattamento e interpretazione vocale portato avanti per decenni in parallelo alla recitazione, che lo ha reso familiare al pubblico anche quando il suo volto non appariva sullo schermo.

Questa doppia anima, tra attore in carne e ossa e voce narrante, ha contribuito a fare di lui una figura unica nel panorama cinematografico italiano, capace di attraversare i generi e i decenni senza mai stancarsi di cercare la sua personale Itaca nella macchina da presa.

Dalla saga di James Bond alle collaborazioni con i più grandi registi, passando per l'affetto mai sopito verso colleghi come Massimo Troisi, Giannini rimane un uomo di spettacolo a tutto tondo, che nonostante le critiche al sistema attuale continua a guardare al futuro con gli occhi di chi ha ancora voglia di stupire e di essere stupito, purché la storia in questione abbia il coraggio di essere autentica.

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