Gaza, il cantiere parte prima del disarmo di Hamas: cosa cambia
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Redazione Esteri
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Il cantiere per spianare Gaza è iniziato mentre il disarmo di Hamas non è ancora cominciato, aprendo una nuova fase nelle discussioni sul futuro della Striscia. A gennaio Benjamin Netanyahu aveva collegato la ricostruzione al completamento del disarmo di Hamas, ma secondo quanto riferito il 9 agosto dalla radio dell’esercito israeliano i lavori infrastrutturali sono già stati autorizzati. Il progetto riguarda l’area di “Rafah verde”, a est di Rafah e all’interno della Linea Gialla, dove due settimane prima Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz avevano dato il via libera ai lavori senza un annuncio pubblico.
La partenza del cantiere a Gaza arriva in un momento in cui restano aperte le discussioni sulla tabella di marcia per il disarmo della Striscia. Il piano sostenuto da Donald Trump prevede il completo disarmo di Hamas, una condizione che Netanyahu ha indicato come necessaria, mentre il disarmo non risulta ancora avviato. Allo stesso tempo, le case mobili destinate a Gaza resteranno fuori dalla Striscia almeno fino a novembre 2026, una tempistica che viene collegata al periodo successivo alle elezioni israeliane.
Il progetto di Rafah e la posizione israeliana sulla ricostruzione
Il cantiere denominato “Rafah verde” rappresenta un passaggio che si inserisce nel confronto sul futuro assetto di Gaza. Le informazioni diffuse dalla radio dell’esercito israeliano indicano che i lavori infrastrutturali sono stati autorizzati nelle scorse settimane, mentre non è stato ancora raggiunto il punto indicato da Netanyahu per procedere con la ricostruzione legata al disarmo di Hamas. La distanza tra la condizione politica annunciata e l’avvio delle opere sul terreno è uno degli elementi emersi dalle ultime notizie sulla Striscia.
Parallelamente, Israele avrebbe informato la Casa Bianca della disponibilità a negoziare un accordo per fermare le uccisioni mirate di terroristi palestinesi a Gaza. Secondo quanto riferito dall’emittente israeliana Channel 13, l’intesa escluderebbe i terroristi coinvolti nell’attacco in Israele del 7 ottobre 2023. La comunicazione a Washington sarebbe arrivata nel quadro delle discussioni sulla stessa tabella di marcia per il disarmo di Gaza, sostenuta da Trump e respinta da Netanyahu fino al completo disarmo di Hamas.
Il confronto con Washington e il ruolo del piano Trump
A Washington, secondo le informazioni riportate, sembrano considerare con attenzione la posizione espressa pubblicamente dal premier israeliano Benjamin Netanyahu contro il piano per Gaza in 15 punti elaborato dal Board of Peace, organismo di emanazione trumpiana. Nikolai Mladenov, direttore generale del Board of Peace, è stato in Israele la settimana precedente e ha incontrato Netanyahu nel corso delle discussioni legate al progetto. Il confronto tra le parti riguarda il percorso da seguire per Gaza e le condizioni previste per il disarmo di Hamas.
Donald Trump ha ribadito il rapporto saldo con Netanyahu dopo la presa di posizione del premier israeliano sul piano per Gaza. Secondo gli osservatori citati nelle informazioni disponibili, la posizione di Netanyahu potrebbe essere collegata anche alle prossime elezioni in Israele previste a ottobre. Nel frattempo, il primo contingente militare del Board of Peace si è insediato, mentre nella Striscia di Gaza continuano a essere segnalate condizioni drammatiche.
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