Gaza, il disarmo di Hamas al centro dell’incontro tra Kushner e Netanyahu

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il disarmo di Hamas è stato al centro dei colloqui su Gaza dopo l’incontro definito molto cordiale dall’inviato speciale statunitense per il Medio Oriente Jared Kushner con i rappresentanti del gruppo. Kushner ha spiegato che, nonostante il clima dell’incontro, la volontà di arrivare a un accordo dovrà essere verificata attraverso azioni concrete. La posizione emersa dai colloqui riguarda quindi il passaggio dalle dichiarazioni agli atti, con il tema delle armi di Hamas indicato come uno degli elementi principali del confronto.

Durante l’incontro con i rappresentanti del Board of Peace e con Jared Kushner, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che il primo passo nel percorso di ricostruzione della Striscia di Gaza dovrà essere la consegna delle armi di Hamas alla Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza. Secondo la richiesta israeliana, le armi dovrebbero essere affidate al comandante della forza, il generale Jasper Jeffers, per essere distrutte attraverso un’operazione sotto supervisione americana. Netanyahu ha inoltre ribadito che Israele non lascerà Gaza prima del completo disarmo di Hamas.

Il confronto sul disarmo di Hamas e il ruolo del Board of Peace

Il Board of Peace per Gaza sta valutando un cambiamento nell’approccio al disarmo di Hamas, passando da una strategia graduale a una consegna completa delle armi in un’unica fase. A questa soluzione seguirebbe il ritiro di Israele dalla Striscia, secondo quanto riportato nel quadro delle discussioni in corso. La questione del controllo delle armi e delle modalità per arrivare alla smilitarizzazione resta quindi uno dei punti centrali dei negoziati legati alla situazione di Gaza.

L’incontro a Gerusalemme ha portato anche alla definizione di due gruppi di lavoro dedicati a Gaza, uno sulla smilitarizzazione e uno sulla salute pubblica. L’ufficio di Netanyahu ha comunicato che i gruppi sono stati concordati dal premier israeliano e dall’inviato statunitense Jared Kushner, con la partecipazione anche del rappresentante del Board of Peace Mladenov e dell’ex premier britannico Blair. Le attività indicate riguardano due ambiti distinti ma collegati nel quadro delle discussioni sulla gestione futura della Striscia.

Le altre tensioni legate alla situazione di Gaza

Nel dibattito sulla situazione a Gaza sono rimaste al centro dell’attenzione anche le dichiarazioni del ministro della sicurezza nazionale israeliana Ben Gvir. In un podcast, il ministro ha sostenuto la necessità di uccidere “da 30 a 40” persone a notte a Gaza, riferendosi apparentemente ai miliziani di Hamas. Le sue parole hanno alimentato ulteriori polemiche mentre proseguono i confronti politici e diplomatici sul futuro della Striscia.

Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato sul suo social Truth la mappa dello Stretto di Hormuz con la scritta “Nuovo territorio Usa”. La pubblicazione è arrivata nello stesso contesto di giornate caratterizzate da numerosi sviluppi legati agli equilibri internazionali. Il confronto su Gaza resta però concentrato soprattutto sul disarmo di Hamas, sulla ricostruzione della Striscia e sulle condizioni indicate dalle diverse parti coinvolte.

Le posizioni espresse dopo l’incontro tra Netanyahu e Kushner mostrano che il tema delle armi di Hamas continua a rappresentare un passaggio fondamentale nelle discussioni su Gaza. Da una parte Israele ha indicato il disarmo completo come condizione necessaria per il ritiro, dall’altra il confronto con Hamas e con gli organismi coinvolti punta a definire modalità operative per arrivare a un accordo. I prossimi sviluppi saranno legati alle verifiche sulle azioni concrete richieste dall’inviato statunitense.

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