Stellantis ad Atessa: altri 427 posti in meno, la Cgil non firma l’accordo sulla "separation"
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Redazione Economia
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Ad Atessa, nello stabilimento ex Sevel, il ridimensionamento occupazionale prosegue senza sosta. L’accordo firmato ieri – che alcune organizzazioni sindacali hanno presentato come una soluzione vantaggiosa – prevede l’uscita incentivata di 402 dipendenti, un ulteriore colpo per un sito che, in pochi anni, ha visto dimezzarsi la forza lavoro. Se nel recente passato gli addetti diretti superavano i 6.700, oggi si contano poco più di 4.300 unità, con prospettive che lasciano presagire un ulteriore declino.
La Cgil, unica a non aver sottoscritto l’intesa, denuncia l’assenza di garanzie sul futuro produttivo dello stabilimento. "Siamo di fronte a un piano che non offre alcuna contropartita", ha dichiarato il sindacato, evidenziando come, con quest’ultima tornata, i posti persi saliranno a 427: 400 nell’ex Sevel, 25 in Stellantis Plastics e 2 negli Enti Centrali. Un trend che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, riflette una strategia aziendale più orientata al ridimensionamento che al rilancio.
Intanto, dopo settimane di fermo, riapre lo stabilimento di Piedimonte San Germano, dove però è già stato annunciato un piano di uscite volontarie per 250 addetti. Un fenomeno che non risparmia altri siti produttivi: a Cassino, ad esempio, sono previste 265 partenze, mentre in tutta Italia, nel solo 2025, si stimano circa 2.000 esuberi.




