Stellantis, produzione in picchiata ad Atessa: -16% nei primi sei mesi del 2025
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Redazione Economia
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I numeri diffusi dalla Fim Cisl non lasciano spazio a interpretazioni: la produzione di veicoli commerciali nello stabilimento Stellantis di Atessa, in Abruzzo, ha subito un ulteriore tracollo nel primo semestre del 2025, segnando un -16,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con appena 97.980 unità uscite dalle linee di montaggio, per la prima volta da quando esistono rilevazioni ufficiali — nemmeno durante la pandemia — la fabbrica non ha superato la soglia delle 100mila vetture in sei mesi. Un dato che, come sottolinea la Fiom Cgil, «non è catastrofismo, ma la cruda realtà».
Il quadro complessivo del gruppo, del resto, non è migliore. Stellantis — controllata da Exor, la holding degli Agnelli-Elkann che ha in portafoglio anche Ferrari e Juventus — ha registrato in Italia un calo del 26,9% su base annua, con 221.885 autovetture e veicoli commerciali prodotti tra gennaio e giugno. Le autovetture, in particolare, hanno segnato un -33,6%, fermandosi a 123.905 unità. Un crollo che, stando ai sindacati, è strettamente legato alla delocalizzazione progressiva verso la Polonia, dove lo stabilimento di Gliwice — inaugurato nel 2018 — ha progressivamente sottratto quote di produzione all’Italia.
«Prima dell’apertura del sito polacco, ad Atessa si assemblavano 297.007 veicoli l’anno con oltre 6.400 dipendenti, compresi quelli trasferiti», ricorda Alfredo Fegatelli, segretario della Fiom di Chieti, che punta il dito contro l’assessore regionale Tiziana Magnacca, accusata di «ignorare i numeri» mentre continua a citare «annunci su future produzioni elettriche». La situazione, insomma, appare sempre più critica, con un indotto che — già provato dai ridimensionamenti degli ultimi anni — rischia di subire ulteriori contraccolpi.




