Produzione di autoveicoli in picchiata: a febbraio -33,5%, il settore arranca

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’industria automobilistica italiana non riesce a invertire la rotta, e i numeri diffusi dall’Istat confermano una crisi che, mese dopo mese, assume contorni sempre più definiti. A febbraio 2025, la produzione di autoveicoli – che include autovetture, autobus, autocarri e motori – ha registrato un crollo del 33,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, nonostante un lieve rimbalzo del 18,1% su base mensile. Un dato che, seppur mitigato dall’aggiustamento stagionale, non può essere ignorato, perché riflette difficoltà strutturali ormai croniche.

L’Anfia, l’associazione che rappresenta il comparto, ha sottolineato come il calo riguardi l’intero settore automotive, che nel suo insieme segna un -31,3% su base annua. Nei primi due mesi dell’anno, il bilancio è ancora più severo: -28,7%, con la fabbricazione di autoveicoli in caduta libera (-34,9%) e quella di componenti e accessori che non va meglio, fermandosi a -20,6%. Solo la produzione di carrozzerie, rimorchi e semirimorchi mostra un timido segno positivo (+2,3% a febbraio, +4,4% nel bimestre), ma si tratta di un comparto marginale, incapace di controbilanciare il tracollo generale.

Le cifre diventano ancora più drammatiche se si guarda alle autovetture: appena 22 mila unità prodotte a febbraio, quasi la metà (-49,7%) rispetto allo stesso mese del 2024. Un tonfo che lascia intuire quanto le linee di assemblaggio, un tempo frenetiche, siano oggi costrette a rallentamenti forzati, se non addirittura a fermate improvvise. Le cause di questo declino sono molteplici – dalla transizione energetica alle tensioni nelle supply chain – ma quel che è certo è che il settore, da tempo considerato un pilastro dell’economia nazionale, fatica a ritrovare slancio.

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