Stellantis, produzione in picchiata in Italia: perso un terzo dei volumi
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Redazione Economia
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La crisi produttiva di Stellantis in Italia si è trasformata in un vero e proprio tracollo, come attestano i dati diffusi dall’osservatorio della Fim-Cisl. Nei primi nove mesi del 2025, il gruppo ha registrato un calo verticale delle unità realizzate in Italia, fermandosi a 265.490 veicoli. Un dato che, rispetto allo stesso periodo del 2024, segna un crollo del 31,5%.
Il crollo della produzione di auto e veicoli commerciali
Andando ad analizzare i dati, emerge che il settore delle autovetture è quello che sta soffrendo la contrazione più accentuata, con un calo del 36,3% e 151.430 vetture prodotte. Una flessione che non risparmia neppure i veicoli commerciali, i quali, pur mostrando una tenuta relativamente migliore, segnano un -23,9% con 114.060 unità. Questo deterioramento conferma un trend negativo che il 2025 sta drammaticamente accentuando.
Il contesto globale: protezionismo e instabilità
Il quadro è ulteriormente complicato dalle incertezze generate dalle politiche commerciali internazionali. L’amministrazione di Donald Trump alla Casa Bianca, con il suo marcato protezionismo, rappresenta un fattore di instabilità per un mercato globale già fragile, influenzando gli equilibri e le catene del valore dell’industria automobilistica. Dinamiche esterne che si sommano a difficoltà interne.
La richiesta dei sindacati: investimenti e politiche industriali
Alla luce di numeri così allarmanti, i sindacati richiamano con urgenza la necessità di un cambio di passo. La Fim-Cisl ha sollecitato Stellantis a potenziare il proprio piano di investimenti e ha rivolto un appello al governo italiano e all’Unione Europea per interventi più decisi. L’incontro imminente con il nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, viene atteso come un momento cruciale per tracciare una nuova rotta e scongiurare un ulteriore declino.




