Cambiamenti nel 2024: nuove regole per gli affitti brevi e la cedolare secca al 26%

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2024 ha portato importanti cambiamenti nelle norme che regolamentano gli affitti, in particolare per quanto riguarda gli affitti brevi. Questi ultimi, a differenza dei contratti di locazione a lungo termine, come i classici contratti 3+2 anni, prevedono il pagamento di una cedolare secca.

Affitti brevi e cedolare secca

La normativa sugli affitti brevi, introdotta con il decreto 50/2017, prevede la possibilità di applicare la cedolare secca sul guadagno realizzato. Non importa se si tratta di locazione dell'intero immobile o di locazione parziale, l'importante è che rientri nell'ambito degli affitti brevi ad uso turistico, quindi con durata di meno di 30 giorni all'anno.

La sentenza della Cassazione sui redditi da locazione

Recentemente, la Suprema Corte ha rilevato come fosse illegittimo il mancato riconoscimento del regime agevolato della “cedolare secca” di cui all'art. 3, D.Lgs. n. 23 del 2011 al locatore-contribuente, sulla base del fatto che l’immobile era stato concesso in locazione a soggetto esercente un’attività professionale.

Le nuove regole del 2024 riguardanti gli affitti brevi e la cedolare secca al 26% rappresentano un importante cambiamento nel panorama immobiliare italiano. Queste modifiche, insieme alla recente sentenza della Cassazione, hanno l'obiettivo di rendere più equo e trasparente il mercato degli affitti, sia per i locatori che per i conduttori.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.