Ucciso a Leopoli l’ex presidente del parlamento Andriy Parubiy, Zelensky annuncia l’indagine

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un colpo di pistola, ripetuto più volte, ha messo fine alla vita di Andriy Parubiy, uno dei politici più emblematici e discussi dell’Ucraina contemporanea, mentre camminava per le strade della sua città natale, Leopoli. L’agguato, che le prime ricostruzioni – suffragate da alcuni filmati – attribuiscono a un individuo travestito da fattorino della piattaforma di consegne Glovo, si è consumato con una precisione chirurgica, al punto che l’assassino è riuscito a dileguarsi in sella a una bicicletta elettrica senza lasciare tracce immediate, se non i diversi bossoli rinvenuti sul selciato e prontamente numerati dagli investigatori.

Volodymyr Zelensky, nel consueto discorso serale, ha confermato la gravità dell’accaduto, annunciando l’apertura di un’inchiesta approfondita e definendo il delitto, senza mezzi termini, come «accuratamente pianificato». Il presidente ucraino, pur assicurando che «si stanno facendo tutti gli sforzi per risolvere il caso», ha implicitamente ammesso la complessità di un episodio che getta un’ombra lunga sulla stabilità del paese.

Parubiy, che aveva cinquantaquattro anni, non era un politico qualsiasi. La sua figura, profondamente intrecciata con la recente storia nazionale, era considerata un pilastro del nazionalismo ucraino: fu infatti, nel biennio 2013-2014, uno dei leader carismatici delle proteste di Euromaidan, quelle che portarono alla caduta del governo filo-russo di Viktor Yanukovich, per assumere in seguito ruoli di primissimo piano, dalla presidenza del parlamento alla segreteria del Consiglio di sicurezza nazionale.

Proprio il suo passato, che lo rese un convinto sostenitore di un più stretto legame con l’Europa e l’Occidente – al punto da essere ricordato con commozione dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola –, lo aveva trasformato anche in un bersaglio. L’omicidio, per molti versi, appare come l’ultimo di una serie inquietante di attacchi mirati contro esponenti di spicco dell’establishment nazionalista, sebbene le autorità non abbiano ancora ufficialmente collegato i diversi eventi.

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