Spogliate in questura a Brescia, la denuncia delle attiviste di Extinction Rebellion

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   A Brescia, le attiviste di Extinction Rebellion hanno denunciato un trattamento iniquo subito durante il fermo in questura, avvenuto dopo una manifestazione presso la Leonardo Spa. Secondo quanto riportato, le attiviste sarebbero state costrette a spogliarsi completamente, togliendosi anche le mutande, e a eseguire squat, mentre ai loro colleghi maschi non sarebbe stato richiesto nulla di simile.

Una delle attiviste, in un video inviato alla stampa, ha raccontato che, durante le sette ore di fermo nella Questura di via Botticelli, le "persone femminilizzate" avrebbero ricevuto un trattamento discriminatorio rispetto agli uomini. La giovane ha descritto come le sia stato chiesto di spogliarsi e di fare tre squat, mentre ai maschi non è stato chiesto di togliersi i vestiti.

La denuncia, diffusa tramite Instagram da Extinction Rebellion, ha suscitato indignazione e richieste di chiarimenti da parte delle autorità competenti. Le attiviste, insieme a membri di Palestina Libera e Ultima Generazione, sono state rilasciate dopo oltre sette ore di fermo, nonostante avessero fornito i documenti necessari per l'identificazione.

Le attiviste hanno sottolineato come questo episodio rappresenti un abuso e una violazione dei diritti umani, chiedendo spiegazioni agli agenti della questura di Brescia.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.