Attiviste perquisite in Questura, il caso di Brescia
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Redazione Interno
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BOLOGNA – La polizia ha perquisito l'attivista di Extinction Rebellion, Valentina Corona, secondo prassi, come confermato dalla pm Francesca Rago, che ha chiesto l'archiviazione della denuncia presentata dalla stessa Corona. Quest'ultima era stata identificata e fatta spogliare in questura dopo una manifestazione durante il "G7 scienza e tecnologia" di luglio scorso a Bologna.
Il caso ha suscitato un'ondata di proteste, con interrogazioni parlamentari e richieste di chiarimenti. Anche a Brescia, le attiviste sono state perquisite e fatte spogliare in questura, dopo un fermo di polizia avvenuto lunedì scorso, a seguito di un'azione non violenta agli ingressi della fabbrica d'armi Leonardo. Le attiviste hanno definito il trattamento subito un "abuso", sottolineando che la richiesta di spogliarsi è stata rivolta solo alle persone identificate come donne, mentre agli uomini non è stato chiesto.
Val, un'attivista milanese di 25 anni, ha denunciato l'accaduto in un video diventato virale, definendo la perquisizione discriminatoria. Le forze politiche, indipendentemente dal colore, hanno chiesto chiarezza sull'accaduto. Il gruppo di +Europa al Comune di Brescia ha espresso la propria posizione, denunciando i trattenimenti prolungati, i fogli di via e le perquisizioni corporali umilianti subite dalle attiviste.
Le manifestazioni, organizzate da Extinction Rebellion, Palestina libera e Ultima generazione, avevano come obiettivo denunciare la complicità della fabbrica Leonardo nella vendita di armi che contribuiscono al genocidio del popolo palestinese.




