La Torino dell'8 marzo tra musei gratis, la mobilitazione di Non Una di Meno e la denuncia per le attiviste di Extinction Rebellion

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il tabellone luminoso della Città di Torino, in vista della Giornata Internazionale della Donna, segna un fitto calendario di appuntamenti che spaziano dalla cultura all’impegno civile, in una domenica, quella dell’8 marzo 2026, che si preannuncia particolarmente ricca di iniziative. L’amministrazione comunale, come da tradizione ormai consolidata, ha messo a punto un programma diffuso che non si limita alla mera celebrazione, ma intende offrire spunti di riflessione sul percorso dei diritti, sulla partecipazione femminile e sulla lotta alle disuguaglianze. Il simbolo di questa attenzione sarà la Mole Antonelliana, la cui cupola si tingerà di viola per l’occasione, un gesto cromatico che vuole unire idealmente le varie proposte disseminate sul territorio, dalle piscine alle discoteche, passando naturalmente per i musei.

L’arte e la storia a ingresso (quasi) gratuito, dai Musei Reali alle residenze sabaude

L’offerta culturale rappresenta senza dubbio il cuore pulsante delle celebrazioni torinesi. Il Ministero della Cultura ha disposto l’ingresso gratuito per tutte le donne nei musei statali, e Torino risponde con una serie di aperture che spaziano dai grandi poli museali alle residenze storiche. Ai Musei Reali, ad esempio, la giornata di domenica si arricchisce di percorsi speciali: si potrà visitare il Gabinetto delle Miniature e la Sala del Lavaggio, con un approfondimento sui ritratti delle figure femminili della dinastia sabauda, mentre per chi desidera un'esperienza più articolata è prevista una visita guidata a pagamento dedicata all’Appartamento della regina Elena e alle "donne celebri di Torino", un itinerario che conduce dalla corte alle strade della città, ripercorrendo le vicende di Madame Reali, della Contessa di Castiglione, fino ad arrivare a figure del Novecento come Lidia Poët e Rita Levi-Montalcini. Non solo, perché in Piazzetta Reale, per l’intero fine settimana, trova spazio il Villaggio della Prevenzione di "Just The Woman I Am", l’iniziativa benefica che unisce la promozione della salute e della parità di genere alla ricerca universitaria sul cancro, offrendo visite e consulti gratuiti. Anche il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano partecipa con un ricco programma intitolato "Trame di donne. Storie, passioni e impegno dal Risorgimento a oggi", che prevede incontri, spettacoli e visite guidate gratuite per le visitatrici, con un’apertura straordinaria prolungata fino alle diciannove.

Per chi invece volesse concedersi una passeggiata fuori porta, la Palazzina di Caccia di Stupinigi propone un appuntamento tematico dal Titolo «Margherita e le altre Signore della corte». Questo percorso, in programma per il pomeriggio, è pensato per svelare le storie e il ruolo delle figure femminili che hanno animato la complessa corte sabauda, dalla fine del Settecento ai primi del Novecento, con un focus sulla figura di Margherita di Savoia, prima regina d’Italia, che della Palazzina fece una delle sue residenze preferite. L’iniziativa, che ha un costo di cinque euro oltre al prezzo del biglietto d’ingresso, si inserisce in un ciclo più ampio di visite che proseguiranno fino a luglio. Non mancano, infine, le occasioni per unire la cultura allo sport e alla solidarietà, come la corsa camminata "Just The Woman I Am" che trasformerà il centro cittadino in una marea rosa, o come l’iniziativa del Balon, il celebre mercato d’antiquariato, che per l’occasione si veste di giallo regalando mazzetti di mimosa alle visitatrici.

La mobilitazione femminista, tra cortei e la memoria di Zoe Trinchero

Parallelamente agli eventi istituzionali e alle iniziative ludiche, la città si prepara ad accogliere anche il volto più combattivo e rivendicativo della giornata. Il collettivo Non Una di Meno, infatti, ha annunciato un’articolata mobilitazione che si svilupperà nell’arco di tre giorni, toccando Torino, Asti e Alba, e ponendo al centro del dibattito pubblico temi scottanti come la lotta alla violenza patriarcale, il contrasto alle politiche del lavoro precario e la richiesta di un’educazione sessuoaffettiva nelle scuole. Il corteo principale è previsto per sabato 7 marzo a Torino, con partenza da piazza XVIII Dicembre, mentre domenica le iniziative si sposteranno nelle piazze. Quest’anno la mobilitazione è profondamente segnata dalla memoria di Zoe Trinchero, la diciassettenne uccisa a Nizza Monferrato per aver opposto un rifiuto, e il tema del consenso diventa il perno politico della protesta, in aperta e dura polemica con le proposte di legge governative in materia, giudicate dalle attiviste un arretramento giuridico e culturale.

La contro-narrazione di Extinction Rebellion e la denuncia delle attiviste

A gettare un’ombra di tensione sul clima pre-festivo, però, è stata la notizia della denuncia di cinque giovani attiviste del movimento ambientalista Extinction Rebellion. Nella serata di giovedì 5 marzo, le ragazze sono state fermate, identificate e denunciate dalle forze dell’ordine mentre erano impegnate in quella che il movimento stesso ha definito un’"azione simbolica". L’iniziativa consisteva nell’affiggere, con un impasto di acqua e farina, dei fogli di carta su alcuni cartelli stradali dedicati a partigiane, con l’intento di richiamare l’attenzione pubblica sul ruolo, spesso dimenticato o trascurato, che le donne hanno avuto nella Resistenza. Secondo quanto riportato dall’ANSA, alle cinque veniva contestato il reato di imbrattamento, e a una di loro, in particolare, anche il possesso abusivo di un arneso, nello specifico un coltellino svizzero da campeggio che si trovava all’interno del suo zaino. Il movimento ha parlato di una reazione "sproporzionata" da parte delle forze dell’ordine, sottolineando come le ragazze siano rimaste in strada per circa tre ore prima di essere rilasciate, e ribadendo la natura puramente comunicativa e non vandalica del gesto, teso a riappropriarsi dello spazio pubblico per raccontare la storia dei diritti e delle battaglie che hanno costruito la democrazia.

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