Lucarelli jr e Apolloni assolti in appello: «Il fatto non sussiste»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte d’appello di Milano – prima sezione penale, con i giudici Santangelo, Simion e Aloisi – ha riscritto in modo radicale l’esito di una vicenda giudiziaria che durava ormai da oltre due anni. Mattia Lucarelli, ventiquattrenne figlio dell’ex attaccante del Livorno Cristiano Lucarelli, e Federico Apolloni, coetaneo ed ex tesserato del medesimo club, sono stati assolti dall’accusa di violenza sessuale di gruppo. La presunta vittima, una studentessa californiana di 24 anni, aveva raccontato di essere stata abusata nella notte tra il 26 e il 27 marzo 2022 dopo aver conosciuto i due in discoteca e essere stata accompagnata nell’abitazione di Lucarelli. Ebbene, i giudici di secondo grado hanno ribaltato completamente le decisioni del primo processo: l’assoluzione è arrivata con la formula piena «perché il fatto non sussiste», che cancella ogni residuo profilo di responsabilità penale.

Una condanna in primo grado cancellata

Nel precedente grado di giudizio – con rito abbreviato – Mattia Lucarelli e Federico Apolloni erano stati condannati rispettivamente a tre anni e sette mesi e a due anni e cinque mesi di reclusione, pene che avevano coinvolto anche altri tre imputati presenti quella notte. La Corte d’appello, invece, non solo ha ridotto o sospeso quelle pene: le ha integralmente annullate. La scelta della formula «il fatto non sussiste» è particolarmente significativa in sede penale, perché non lascia spazio a dubbi interpretativi o a zone grigie sui risarcimenti o su eventuali responsabilità civili. Nessuna traccia, insomma, di un’assoluzione per insufficienza di prove o per dubbi ragionevoli: per i giudici milanesi quel reato non è mai stato commesso.

La reazione di Cristiano Lucarelli: il post e il gesto in aula

Quando la lettura del dispositivo è terminata, in tribunale sono esplosi abbracci e manifestazioni di gioia tra i familiari e i legali dei due ragazzi. Tra questi spiccava la figura di Cristiano Lucarelli, ex bomber del Livorno (quello che nella stagione 2004-2005 fu capocannoniere in serie A) e oggi allenatore della Pistoiese. L’ex attaccante, prima di lasciare l’aula, ha avuto un gesto plateale: ha colpito un totem informativo facendolo cadere a terra, sotto lo sguardo sorpreso dei carabinieri presenti. Poi, a stretto giro di posta, è arrivato lo sfogo su Instagram. «Ti hanno offeso e rovinato la carriera. Ma sei innocente», ha scritto rivolgendosi al figlio. Una frase secca, senza giri di parole, che restituisce bene la tensione accumulata in questi mesi.

Un’assoluzione che chiude il capitolo giudiziario

La decisione della Corte d’appello – che riguardava originariamente cinque imputati (Lucarelli, Apolloni e altri tre amici condannati in primo grado) – non lascia spazio a ulteriori sviluppi processuali immediati, se non a un eventuale ricorso in Cassazione da parte della parte civile. Per ora, però, la vicenda giudiziaria ha preso una direzione netta: due giovani calciatori (Lucarelli e Apolloni) tornano a essere formalmente estranei ai fatti contestati. Nessuna condanna, nessuna misura cautelare, nessun obbligo di risarcimento. Restano sullo sfondo le indagini che avevano portato alla luce i racconti della studentessa americana, i mesi del rito abbreviato e le sentenze di primo grado che oggi appaiono come un capitolo chiuso e riscritto.

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