Anna Wintour lascia Vogue dopo 37 anni: la fine di un’era nella moda
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Anna Wintour, la donna che ha plasmato l’industria della moda con il suo sguardo impassibile e il caschetto immutabile, ha annunciato il suo addio alla direzione di Vogue America dopo quasi quattro decenni. Londinese di nascita ma newyorkese d’adozione, Wintour – che a 14 anni adottò quella che sarebbe diventata la sua firma estetica, il taglio a paggetto – ha trasformato la rivista in un’istituzione globale, dettando tendenze e lanciando carriere con un mix di intuito e ferrea determinazione.
La sua storia, iniziata tra i banchi della North London Collegiate School – da cui venne espulsa per il carattere ribelle – è diventata leggenda. Dal 1988, anno in cui assunse la guida del magazine, ha imposto un modello editoriale in cui moda, cultura e potere si intrecciano senza soluzione di continuità. Non solo abiti: sotto la sua direzione, Vogue ha ospitato dibattiti sociali, lanciato fotografi e reso celebrità anche chi, fino al giorno prima, era uno sconosciuto.
Proprio oggi, mentre la notizia del suo passo indietro fa il giro del mondo, riemerge un murale milanese che la ritrae in una versione inedita: nuda, accanto a Melania Trump, moglie dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Un’opera provocatoria, realizzata anni fa ma tornata di attualità, che sembra quasi celebrare – con ironia e irreverenza – l’eredità di una donna che ha sempre sfidato le convenzioni.
Quella di Wintour non è una semplice uscita di scena, ma la chiusura di un capitolo che ha ridefinito l’editoria di settore. «La mia soddisfazione più grande», ha dichiarato, «è stata sostenere una nuova generazione di talenti, dando loro spazio per innovare». Una filosofia che, negli anni, l’ha portata a essere sia ammirata che temuta – come dimostra il soprannome Nuclear Wintour – ma sempre rispettata.




