Anna Wintour lascia Vogue dopo 37 anni: fine di un’era nella moda
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Anna Wintour, che per quasi quattro decenni ha plasmato l’immagine di Vogue America trasformandolo nel faro indiscusso del fashion system, si appresta a lasciare la direzione del magazine. La notizia, anticipata da testate come WWD e Business of Fashion, è stata confermata da fonti interne durante una riunione con lo staff, per poi trovare riscontro ufficiale attraverso Condé Nast. Sebbene il suo legame con il gruppo editoriale non si interrompa – continuerà a ricoprire il ruolo di Global chief content officer e direttore editoriale globale del brand –, la sua uscita dalla guida operativa segna un passaggio epocale per l’industria della moda.
Nata a Londra nel 1949 e approdata alla direzione del mensile nel novembre 1988, Wintour ha impresso al giornale un’impronta inconfondibile, mixando cultura pop e haute couture, anticipando tendenze e lanciando designer oggi iconici. La sua figura, resa celebre anche dal romanzo Il diavolo veste Prada, è diventata sinonimo di un’autorità tanto rispettata quanto temuta, capace di decidere fortune e sfortune con un cenno. Dietro quelle lenti da sole scure, però, si nascondeva una strategia editoriale precisa: puntare su copertine discusse, come quella di Kim Kardashian e Kanye West nel 2014, o su temi sociali, dall’inclusività alla sostenibilità, pur senza mai scadere nel didascalismo.
La ricerca di un Head of Editorial Content per l’edizione statunitense, con sede a New York, aveva già insinuato dubbi sul suo futuro operativo. Ora, la domanda che agita il settore è chi potrà raccoglierne l’eredità. Le voci più ricorrenti parlano di nomi interni a Condé Nast, ma nulla è stato ancora deciso. Intanto, il mercato reagisce: se alcuni vedono l’occasione per una svolta radicale, altri temono che senza il suo polso il magazine possa perdere quell’aura di bible of fashion che lo ha reso un’istituzione.




