Tajani all'Onu: l'opposizione critica per criticare, l'Italia è protagonista

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Antonio Tajani risponde alle critiche sull'inglese zoppicante e sulla scelta di mandare lui, e non la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, parlando con i giornalisti a New York, non le manda a dire: «L'opposizione critica per criticare. Non c'era il cancelliere tedesco Merz, c'era il ministro degli Esteri. Se il governo italiano decide di avere il vicepresidente del Consiglio che qualche esperienza di politica internazionale ce l'ha, vuol dire che c'erano le buone ragioni per farlo».

Il video e le critiche social

Nel mirino del web e dei social è finito soprattutto un passaggio dell'intervento al Consiglio di Sicurezza Onu, nella notte tra mercoledì e giovedì. Tajani, ribadendo il sostegno dell'Italia all'Ucraina, si è inceppato nella pronuncia della frase «We stand with Ukraine and this brave people», prima di stentare su «That are resisting an unjust war». Il ministro ha poi proseguito in francese a metà discorso, prima di terminare di nuovo in inglese. L'episodio ha alimentato ironie e commenti, ma Tajani ha respinto le accuse rivendicando il ruolo internazionale del suo incarico.

La riforma del Consiglio di Sicurezza

Sul merito della missione alle Nazioni Unite, il titolare della Farnesina ha rilanciato la posizione italiana sulla riforma dell'organizzazione. «L'Onu deve essere protagonista di azioni di pace; non ha fatto molto tra Russia e Ucraina, quindi noi siamo sostenitori dell'Onu, ma servono dei cambiamenti anche nell'organizzazione», ha dichiarato. Il riferimento è alla necessità di un Consiglio di Sicurezza più rappresentativo, che non si trasformi in una élite chiusa: «L'Africa non è rappresentata, insomma, lo abbiamo detto. Non deve diventare però il Consiglio di Sicurezza una nuova élite, quindi attenzione». Nel suo intervento all'Assemblea Generale, Tajani aveva già messo in guardia dal rischio di un'organizzazione che «troppo spesso appare impotente» e aveva chiesto che il Consiglio non diventi «un club esclusivo».

Il bilancio della missione e l'accordo con gli Stati Uniti

Il ministro ha tracciato un bilancio positivo della trasferta newyorkese, rispondendo a una domanda del direttore di Vista Alexander Jakhnagiev: «Un bilancio molto positivo di questa missione, siamo stati al centro dell'attenzione, abbiamo firmato un accordo con gli Stati Uniti e abbiamo incontrato molti rappresentanti di altri Paese». L'intesa siglata con il segretario di Stato americano Marco Rubio riguarda i minerali critici e le terre rare, considerati essenziali per lo sviluppo di tecnologie strategiche.

L'accordo rafforza la collaborazione nella diversificazione e nella messa in sicurezza delle catene di approvvigionamento, anche nel quadro dell'iniziativa «Pax Silica», e si inserisce nel più ampio percorso di cooperazione su innovazione, semiconduttori e intelligenza artificiale.

Il sostegno all'Ucraina e la pace giusta

Nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza, il vicepremier ha ribadito la linea del governo italiano sul conflitto russo-ucraino. «Siamo al fianco dell'Ucraina e del suo popolo coraggioso, che resiste a una guerra ingiusta. Il nostro obiettivo è una pace giusta e duratura», ha affermato, condannando fermamente gli attacchi russi contro le infrastrutture civili ed energetiche.

Tajani ha anche espresso preoccupazione per le crescenti minacce ibride russe contro l'Europa, citando la solidarietà espressa alla Germania per l'attacco all'aeroporto di Lipsia, e ha chiesto un cessate il fuoco immediato di fronte all'avvicinarsi dell'inverno. L'Italia, ha annunciato, prepara un nuovo pacchetto di sostegno per il settore energetico ucraino, con generatori di corrente e assistenza alle famiglie che hanno perso la propria casa.

Il Medio Oriente e la Coalizione di Roma

Nella giornata conclusiva della missione, Tajani partecipa alla riunione ministeriale dell'Alleanza globale per la soluzione a due Stati e co-presiede, insieme al ministro degli Esteri croato Gordan Grlić-Radman, la riunione Med9 in formato Coalizione di Roma. Quest'ultima, lanciata lo scorso maggio, è dedicata all'accesso ai fertilizzanti e alla sicurezza alimentare, temi diventati centrali per la crescente instabilità delle rotte marittime internazionali, dagli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb al Mar Nero.

Sono previsti anche incontri bilaterali con l'Alto rappresentante per Gaza e con il ministro degli Esteri del Venezuela.

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