Brescia prima semifinalista di Coppa Italia, la difesa di Ndour e i canestri di Della Valle stendono Udine

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È la Germani Brescia a staccare per prima il biglietto per le semifinali della Frecciarossa Final Eight di Torino, e lo fa al termine di una gara condotta con autorità per larghi tratti, nonostante un finale che avrebbe potuto riservare qualche patema se l’Apu Old Wild West fosse stata più lucida nel tentativo di rimonta. Il punteggio fisso sul 78-64 racconta di un divario netto, maturato principalmente nei primi due quarti e nella fase centrale della terza frazione, quando i lombardi hanno piazzato l’allungo decisivo. La squadra di coach Matteo Cotelli, al suo esordio assoluto in una Final Eight da capo allenatore, ha potuto contare sulla serata ispirata del suo capitano, Amedeo Della Valle, e sulla concretezza di Maurice Ndour,因子 decisivo in entrambe le metà campo. Proprio Della Valle, con i 17 punti messi a referto, consolida la sua posizione nella storia della competizione: sale infatti a 202 punti totali, diventando il terzo miglior marcatore di sempre della Coppa Italia, scavalcando quota 189 di Tyus Edney e portandosi a -11 dal secondo posto di Rimantas Kaukenas -1.

La partita, la prima a calcare il parquet della Inalpi Arena in questa 50ª edizione, ha visto un avvio a senso unico. Udine, alla sua prima partecipazione assoluta a una fase finale, è apparsa sin da subito contratta, quasi ipnotizzata dalla pressione di un palcoscenico nuovo e dal forcing difensivo imposto da Brescia. I meccanismi offensivi dei friulani, guidati da Adriano Vertemati, si sono inceppati contro la fisicità e l'organizzazione della Germani, che nel primo quarto ha toccato il +12. La reazione ospite, affidata alle iniziative di Andrea Calzavara – poi miglior realizzatore dei suoi con 17 punti – ha riaperto il match nel secondo periodo, quando Udine è arrivata fino al -4 -3-4. Una reazione importante, ma che ha sortito l’effetto di risvegliare la concentrazione bresciana: a cavallo dell'intervallo lungo, i lombardi hanno ricucito lo strappo e piazzato un controparziale di 20-7 che ha di fatto indirizzato la contesa, toccando il +21 nella ripresa.

L'esperienza della Germani e la reazione d'orgoglio dell'Apu

Se la differenza l’ha fatta, come spesso accade in queste competizioni, il bagaglio di partite importanti sulle spalle, a certificarlo sono state le parole del tecnico dell’Apu al termine della gara. Adriano Vertemati, analizzando la sconfitta, ha sottolineato come si sia vista una differenza sostanziale nell'esperienza collettiva, in quella capacità di gestire i momenti cruciali che una squadra come Brescia ha costruito partecipando a queste manifestazioni per anni. Un gap, quello nell'approccio e nella gestione delle emozioni, che ha pesato particolarmente nei matchup iniziali, dove i bianconeri sono andati in difficoltà, e nei frangenti in cui bisognava trovare continuità al tiro dall'arco. Ciononostante, Vertemati ha voluto sottolineare lo sforzo difensivo della sua squadra, capace di contenere Miro Bilan sotto le aspettative e di limitare Brescia a meno di 80 punti, un aspetto positivo da cui ripartire per il prosieguo del campionato -2-7.

Nell'ultimo quarto, quando il punteggio sembrava ormai saldamente in cassaforte per i lombardi con un vantaggio che aveva toccato la ventina di lunghezze, l'Apu ha avuto il merito di non gettare la spugna. Un parziale firmato dalle triple di Mirza Alibegovic, in serata sino a quel momento complicata, ha riacceso la fiammella della speranza, portando i friulani a ridosso della doppia cifra di svantaggio -6. Un fuoco che ha costretto Cotelli a richiamare i suoi e a rimettere ordine. La gestione del finale è stata però affidata alla solidità difensiva di Ndour, che ha alzato un muro sotto canestro e sulle penetrazioni, spegnendo ogni velleità di clamorosa rimonta prima che potesse davvero concretizzarsi. Un blackout offensivo di Brescia, che ha smesso di segnare per diversi minuti, ha rischiato di complicare una serata altrimenti perfetta, ma la consapevolezza dei propri mezzi e la qualità dei singoli hanno permesso ai bresciani di amministrare senza eccessivi patemi il vantaggio accumulato -10.

I protagonisti in campo e il verdetto del tabellone

Oltre ai 17 punti del capitano Della Valle, fondamentale è stato l'apporto di Jason Burnell, autore di 15 punti, e dello stesso Ndour, che ne ha aggiunti 14, dimostrando una versatilità preziosa sia in fase realizzativa che in quella distruttiva. Per Udine, oltre ai 17 di Calzavara, si segnalano gli 11 punti di Alibegovic e i 10 di Semaj Christon, ma la sensazione è che l'attacco bianconero abbia sofferto oltremodo la fisicità e l'attenzione della retroguardia bresciana, finendo per forzare tiri a bassa percentuale e perdendo palloni sanguinosi nei momenti di maggiore difficoltà -3-4. Con questo successo, Brescia attende ora la vincente del quarto di finale tra Olimpia Milano e Pallacanestro Trieste, pronta a giocarsi l'accesso alla finale domenica, forte di una prestazione convincente che, al netto di un lieve calo di tensione nel finale, conferma le ambizioni di una squadra costruita per arrivare fino in fondo.

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