Pescara-Spal, Baldini punta ai tre punti mentre Zeman lotta per riprendersi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Domani, alle 17.30, il Pescara scenderà in campo all’Adriatico per affrontare la Spal in una partita che, per i biancoazzurri, rappresenta un’occasione imperdibile per interrompere una striscia negativa di risultati casalinghi. Il tecnico Luciano Baldini, consapevole dell’importanza del match, ha chiesto ai suoi giocatori il massimo impegno, sottolineando come i tre punti siano fondamentali per risollevare le sorti della squadra. «La vittoria contro il Milan ci ha dato fiducia – ha dichiarato Baldini – e abbiamo lavorato con serenità in questa settimana di preparazione».

I numeri, però, raccontano una storia diversa: su 50 punti conquistati finora in campionato, ben 30 sono arrivati in trasferta, mentre solo 20 sono stati ottenuti tra le mura amiche di via Pepe. Un dato che evidenzia le difficoltà del Pescara nel trasformare il fattore campo in un vantaggio concreto. Per questo, l’obiettivo di domani è chiaro: spezzare il maleficio delle sconfitte interne e riconquistare la fiducia dei tifosi, che da sempre rappresentano un pilastro per la squadra.

Mentre il Pescara si prepara alla sfida, l’attenzione dei tifosi e del mondo del calcio è rivolta anche a Zdenek Zeman, storico ex tecnico della squadra, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo un’ischemia cerebrale. Alessandro Olivi, direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia e del Dipartimento di Neuroscienze del Gemelli, ha fatto il punto sulle condizioni dell’allenatore boemo: «Fatica a parlare, ma comprende tutto – ha spiegato Olivi –. Annuisce e collabora con i medici, dimostrando di essere consapevole della sua situazione».

Zeman, che ha guidato squadre come Foggia, Lazio, Roma e lo stesso Pescara, è stato colpito da un deficit di forza e da disturbi del linguaggio, sintomi compatibili con un’ischemia cerebrale. «Non sappiamo se tornerà a parlare – ha aggiunto Olivi –, molto dipenderà da quanto il tessuto cerebrale è stato danneggiato». Nonostante le difficoltà, il tecnico non sembra particolarmente affranto, o almeno non lo dà a vedere, mantenendo un atteggiamento collaborativo con i sanitari.

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