La premier si sottrae, Nordio e Piantedosi in prima linea

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni, premier del governo italiano, ha scelto di non presentarsi in Parlamento per rispondere alle crescenti pressioni dell’opposizione, delegando invece i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi a riferire sui recenti sviluppi del cosiddetto “caso Elmasry”. La decisione, filtrata solo dopo ore di silenzio da parte dell’esecutivo, ha lasciato spazio a un dibattito acceso, alimentato ulteriormente dalla nuova denuncia presentata da Lam Magok Biel Ruei, un rifugiato sudsudanese sopravvissuto alle torture inflitte dal carceriere libico Najeem Osema Almasri.

Magok, che ha raccontato di essere stato picchiato ripetutamente da Almasri durante la sua detenzione in Libia, ha deciso di portare la sua testimonianza davanti alla giustizia italiana, accusando il governo di favoreggiamento. “Mi colpiva con un bastone sulla testa”, ha dichiarato, aggiungendo di essere stato costretto a rimuovere i corpi dei compagni di prigionia uccisi dal suo aguzzino. La denuncia, che coinvolge direttamente Meloni, Nordio e Piantedosi, si basa sull’ipotesi che l’esecutivo abbia agevolato il ritorno di Almasri in Libia, nonostante fosse a conoscenza del mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale.

Il governo, dal canto suo, ha mantenuto un riserbo quasi totale, limitandosi a confermare che Nordio e Piantedosi interverranno in aula probabilmente la prossima settimana. Una mossa che, se da un lato sembra voler guadagnare tempo, dall’altro rischia di alimentare ulteriormente le critiche delle opposizioni, già in fibrillazione per quello che definiscono un “silenzio intollerabile”.

La posizione dell’esecutivo si complica ulteriormente se si considera che questa non è la prima denuncia presentata contro di esso. Nei giorni scorsi, l’avvocato Luigi Li Gotti aveva già depositato un esposto per favoreggiamento, basandosi su notizie di stampa e documenti ufficiali. Tuttavia, la testimonianza diretta di Magok aggiunge un tassello significativo al quadro, portando alla luce dettagli agghiaccianti su un sistema di abusi e violenze che sembra aver trovato, secondo l’accusa, una forma di copertura da parte delle autorità italiane.

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