Dengue in Italia, cresce l’allerta: nuovi protocolli dopo i casi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Dengue in Italia torna al centro dell’attenzione sanitaria dopo gli ultimi aggiornamenti epidemiologici che hanno portato le autorità ad alzare la soglia di vigilanza sulla diffusione del virus. I bollettini dell’Istituto Superiore di Sanità indicano una presenza ormai consolidata della malattia sul territorio nazionale, con oltre 220 casi confermati dall’inizio dell’anno. La maggior parte delle infezioni risulta collegata a viaggi nelle aree tropicali o subtropicali, ma l’allerta di fine estate è legata anche alla comparsa dei primi contagi autoctoni, cioè trasmessi sul territorio italiano.

Il quadro della Dengue in Italia dopo gli ultimi bollettini ISS

Gli aggiornamenti diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità hanno mostrato un cambiamento nella situazione della Dengue in Italia nel corso dell’estate dedicata alla sorveglianza delle arbovirosi. Il bollettino pubblicato il 4 agosto, riferito ai casi registrati fino al 31 luglio, riportava 192 infezioni confermate, tutte associate a viaggi all’estero e senza decessi. I nuovi dati hanno portato il numero complessivo oltre quota 220, evidenziando una presenza del virus che richiede attenzione da parte delle strutture sanitarie e delle amministrazioni locali.

La Dengue rientra nel gruppo delle arbovirosi, insieme ad altre infezioni trasmesse da zanzare come West Nile virus, Chikungunya e Zika. La malattia è causata dal Dengue virus, indicato anche come DENV, e viene trasmessa agli esseri umani attraverso la puntura di zanzare infette. Il monitoraggio dei casi e l’attivazione delle procedure previste rappresentano le principali misure adottate per limitare la possibilità di trasmissione del virus nelle aree interessate.

Il caso di Trieste e l’attivazione dei protocolli locali

A Trieste è stato segnalato un nuovo caso di Dengue di importazione, diventato l’ottavo registrato in Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un cittadino straniero che dovrebbe essere in transito in città, che parla solo spagnolo e che ha soggiornato in una zona non distante dall’ospedale Maggiore. Dopo la segnalazione è stato attivato il protocollo previsto per questi episodi, con interventi mirati per ridurre il rischio di trasmissione attraverso le zanzare presenti nell’area.

Gli interventi programmati prevedono una disinfestazione antilarvale nelle zone indicate, tra cui la zona del viale XX settembre, via Giulia e via Farneto. Le operazioni coinvolgono le aree considerate interessate dal passaggio della persona infetta e rientrano nelle procedure di prevenzione adottate quando viene individuato un caso di Dengue. L’obiettivo delle misure è intervenire sui possibili vettori del virus e contenere la circolazione dell’infezione.

Le nuove misure di prevenzione per contenere la trasmissione

Nel frattempo sono stati avviati anche i primi provvedimenti nazionali per contenere la trasmissione della Dengue attraverso l’attività trasfusionale. Le misure sono contenute nelle circolari diffuse nei giorni scorsi dal Centro nazionale sangue, dopo il riscontro dei primi casi umani registrati sul territorio italiano. Gli aggiornamenti riguardano quindi anche il sistema di prevenzione collegato alla sicurezza delle procedure trasfusionali.

L’attenzione sulla Dengue in Italia si inserisce in un periodo in cui le autorità sanitarie stanno monitorando diverse infezioni trasmesse dalle zanzare. La fine dell’estate rappresenta una fase osservata con particolare attenzione per la presenza degli insetti vettori e per l’emersione dei casi segnalati. I dati epidemiologici, i protocolli comunali e le indicazioni sanitarie costituiscono gli strumenti utilizzati per seguire l’evoluzione della situazione sul territorio nazionale.

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