La notte delle rimonte: Atalanta e Juventus si giocano la Champions tra scommesse e ritorni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla New Balance Arena di Bergamo, così come all’Allianz Stadium di Torino, la sensazione è quella di due notti potenzialmente destinate a entrare nel racconto europeo del calcio italiano, sebbene con prospettive e contingenze profondamente diverse. Dopo l’uscita di scena dell’Inter, il peso della bandiera tricolore nelle coppe grava interamente sulle spalle di due squadre chiamate a imprese dai contorni quasi epici: da un lato l’Atalanta di Raffaele Palladino, dall’altro la Juventus di Luciano Spalletti. Entrambe devono ribaltare passivi pesanti, 2-0 per i nerazzurri contro il Borussia Dortmund e addirittura 5-2 per i bianconeri contro il Galatasaray, e lo devono fare davanti al loro pubblico.

Palladino, per la sfida delle 18:45 contro i tedeschi, ha operato scelte precise che raccontano di una fiducia riposta in alcuni interpreti chiave e di una gestione attenta della condizione atletica. La principale novità, rispetto alle ultime uscite, è il ritorno dal primo minuto di Gianluca Scamacca nel ruolo di centravanti -3-4. Attorno a lui, a sostegno della manovra offensiva, agiranno Lazar Samardzic e Nicola Zalewski, due giocatori di qualità e imprevedibilità a cui è affidato il compito di fornire gli spunti necessari per scardinare la solida retroguardia del Borussia -1. A centrocampo, la scelta più significativa riguarda l’esclusione di Ederson, giudicato non ancora al top della condizione e pertanto lasciato inizialmente in panchina -3. Al suo posto, in cabina di regia al fianco di Marten De Roon, agirà Mario Pasalic, uomo dai molteplici utilizzi e dotato di un ottimo senso del gol, caratteristica che potrebbe rivelarsi preziosa nella ricerca della rimonta -3. La linea difensiva a tre, quella che ha retto bene contro il Napoli in campionato, è confermata con Scalvini, Hien e Kolasinac, a garanzia di compattezza e fisicità contro le avanzate degli attaccanti del Dortmund, con Guirassy e Beier pronti a colpire in ripartenza -7-10. Sulle fasce, Zappacosta e Bernasconi avranno il compito di spingere e allargare il fronte offensivo, cercando di mettere palloni invitanti per Scamacca o per gli inserimenti dei centrocampisti.

Perin tra i pali e McKennie jolly: le scelte di Spalletti per l’impresa con i turchi

Se a Bergamo si respira un’aria di "missione possibile", a Torino il verbo è quello del "miracolo sportivo". La Juventus, per provare a ribaltare il 5-2 subito in Turchia, deve vincere con almeno quattro gol di scarto, un'impresa che nella storia della Champions League è riuscita a pochissime squadre. Luciano Spalletti, consapevole della difficoltà ma anche dell’importanza di onorare la competizione, ha delineato una formazione offensiva e coraggiosa, con qualche sorpresa dettata anche dalle assenze e dallo stato di forma di alcuni giocatori -2. La principale novità, ampiamente anticipata alla vigilia, riguarda il portiere: Michele Di Gregorio, autore di alcune prestazioni non impeccabili nelle ultime uscite, lascerà il posto a Mattia Perin, chiamato a una prova di grande responsabilità e concentrazione -2-6. In difesa, complice la squalifica di Cambiaso e Cabal e la decisione di preservare Bremer, la linea a quattro sarà composta da Kalulu e Kelly come centrali, con Gatti e McKennie a presidiare le fasce. Proprio lo statunitense, adattato sulla sinistra, rappresenta una delle chiavi tattiche di Spalletti per dare imprevedibilità e densità alla manovra, potendo stringere il campo per trasformarsi in un centrocampista aggiuntivo in fase di possesso -2-8.

A centrocampo, il trio formato da Locatelli, Thuram e Koopmeiners avrà il doppio compito di dettare i tempi e sostenere l’urto fisico con i centrocampisti turchi, fra cui spiccano Torreira e Lemina -6-9. Davanti, lo schieramento è quanto di più offensivo Spalletti potesse schierare: il tridente leggero, ma di qualità, vedrà Kenan Yildiz e Francisco Conceição agire ai lati di Jonathan David, unico riferimento centrale -5. Sarà sulle giocate dei due esterni, nella loro capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, che la Juventus cercherà di costruire le occasioni da gol, sperando che la mira sia più precisa di quella mostrata all’andata. L’assenza di un centravanti di peso, come Vlahovic, lascia intendere che la strategia sarà quella di cercare di colpire con inserimenti e tiri da fuori, provando a scardinare una difesa del Galatasaray che all’andata ha mostrato alcune fragilità, ma che in Turchia seppe comunque trovare la via del gol con facilità -5.

L’assenza di Ederson e la sfida in mezzo al campo: dettagli che pesano

Analizzando più in profondità le scelte di formazione, emergono dettagli interessanti che potrebbero influenzare l’evolversi delle due gare. Nell’Atalanta, l’esclusione di Ederson non è solo una questione di condizione fisica, ma ridisegna anche gli equilibri in mediana. Pasalic, pur essendo meno dinamico e più propenso all’inserimento offensivo rispetto al brasiliano, offre maggiori garanzie in termini di letture dei tempi di gioco e capacità di trovare la conclusione da lontano -3. Questo potrebbe significare che Palladino cercherà di arrivare al tiro il prima possibile, magari sfruttando le palle vaganti o le respinte della difesa tedesca, piuttosto che impostare un lungo e articolato possesso palla. Inoltre, l’impiego di Zalewski e Samardzic alle spalle di Scamacca lascia presagire un continuo interscambio di posizioni, con l’obiettivo di disorientare i difensori centrali del Borussia, Anton e Schlotterbeck, reduci da un infortunio ma nuovamente disponibili -3-4. La loro reattività e capacità di leggere gli inserimenti sarà cruciale per arginare le offensive nerazzurre.

Parallelamente, nella Juventus, la presenza di Weston McKennie come terzino sinistro è una scelta che porta con sé sia rischi che potenziali benefici. In fase di spinta, l'americano potrebbe non avere la stessa velocità e dribbling di un esterno naturale, ma la sua stazza e la sua capacità di attaccare l'area di testa potrebbero trasformarsi in un'arma in più su calcio piazzato o in seguito a cross dalla destra -2-8. Dovrà però prestare particolare attenzione alle ripartenze del Galatasaray, squadra letale in contropiede come dimostrato nella gara di andata. La velocità di Yilmaz e la tecnica di Lang potrebbero metterlo in seria difficoltà se lasciato troppo spesso in isolamento. La sensazione, leggendo le formazioni, è che entrambi gli allenatori abbiano voluto dare un segnale chiaro: non si parte battuti, ma con la consapevolezza che servirà una partita perfetta, senza errori e con un pizzico di quella fortuna che, nelle notti di Champions, spesso fa la differenza.

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