Lazio-Atalanta 2-2, la notte delle rimonte e degli errori che tiene aperta la semifinale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Finisce in parità, con il risultato di due a due, il primo atto della semifinale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta, un match giocatosi allo Stadio Olimpico e che ha visto le due squadre darsi battaglia in una ripresa ben più vibrante rispetto a un primo tempo sostanzialmente bloccato. La qualificazione, di conseguenza, rimane in bilico e tutto si deciderà nel retour match di Bergamo, in programma tra circa un mese e mezzo. Se per larghi tratti della prima frazione era stata la squadra di Raffaele Palladino a rendersi più pericolosa, colpendo anche una traversa con Zappacosta e vedendosi annullare un gol a Krstovic per fuorigioco, è nella ripresa che il punteggio si è sbloccato, regalando emozioni a raffica e un finale tesissimo.

Sono stati i padroni di casa, al quarantasettesimo minuto, a passare in vantaggio per primi: un’azione nata da una perfetta triangolazione tra Daniel Maldini e Fisayo Dele-Bashiru, con quest’ultimo che ha superato Carnesecchi con un tocco sotto di pregevole fattura, ha rotto gli equilibri. La reazione dell’Atalanta, però, è stata immediata e feroce. Quattro minuti più tardi, la Dea ha trovato il pareggio grazie a Mario Pasalic, abile a ribadire in rete dopo una respinta non perfetta di Provedel sul tiro di Samardzic. La partita, a quel punto, è diventata una selva di contrasti e ripartenze, con le squadre allungate e pronte a colpirsi.

Nel momento in cui la gara sembrava avviarsi verso un pareggio che forse avrebbe accontentato entrambe, ecco il colpo di scena a pochi minuti dalla fine. Al minuto ottantasette, un errore madornale di Pasalic – lo stesso uomo del momentaneo pari – che ha mal controllato un cross nella propria area, ha spalancato le porte all’attaccante laziale Dia, il quale non ha avuto difficoltà a trafiggere Carnesecchi e a riportare avanti i suoi. Sembrava il colpo del ko per i nerazzurri, costretti a inseguire ancora una volta. E invece, dimostrando una grande forza di volontà e, forse, un incrollabile senso del reparto, l’Atalanta ha trovato le energie per un ennesimo, disperato assalto. Al novantesimo minuto, Yunus Musah, subentrato dalla panchina, ha trasformato in gol un pallone vagante in area, su assist di Sulemana, fissando il punteggio sul definitivo due a due e gelando l’Olimpico.

La gestione della rosa e l’analisi della prestazione

L’allenatore dell’Atalanta, Raffaele Palladino, a fine gara ha voluto sottolineare la prestazione dei suoi, evidenziando la capacità della squadra di reagire prontamente agli svantaggi. Ha parlato di una partita equilibrata, giocata contro una buonissima squadra, e ha espresso soddisfazione per la prova di carattere messa in campo dai suoi ragazzi, specialmente dopo essere andati sotto per due volte. La sfida di ritorno, ha aggiunto, è ancora apertissima e si giocherà tra le mura amiche, dove la Dea proverà a sfruttare il fattore campo per conquistare un posto in finale. Particolarmente significativo è stato l’ingresso di Musah, autore del gol del pareggio finale: un subentrato che ha cambiato volto alla manovra offensiva, confermando come la profondità della rosa possa rivelarsi decisiva in questo tipo di competizioni.

Le pagelle e i protagonisti in campo

Dentro al campo, le prestazioni individuali hanno disegnato un quadro chiaro della partita. Per la Lazio, la mediana ha offerto spunti interessanti: Dele-Bashiru, autore del primo vantaggio, è stato tra i più positivi, votato sette dai principali osservatori per la qualità dell’inserimento e del gol, ma anche per il lavoro sporco in fase di recupero. Bene anche il solito Zaccagni, nonostante la marcatura asfissiante subita, che ha comunque creato spazi per i compagni. Tra le fila dell’Atalanta, invece, la prestazione di Pasalic è stata quella della classica “notte delle streghe”: un gol pesantissimo per il pareggio e un errore altrettanto grave che ha rischiato di costare caro. Zappacosta, sulla fascia, ha confermato il suo momento di forma, mettendo in difficoltà la difesa laziale e colpendo una traversa nel primo tempo, mentre Bernasconi ha garantito spinta sull’out mancino. La partita ha messo in luce anche la stanchezza della macchina nerazzurra, costretta a fronteggiare un calendario fitto di impegni e diverse assenze pesanti, ma capace comunque di non mollare mai.

Dinamiche e sviluppi giudiziari sul campo

L’incontro è stato anche caratterizzato da momenti di tensione, culminati con l’ammonizione dei due allenatori, Sarri e Palladino, per un battibecco nato a centrocampo. Un episodio che testimonia la tensione nervosa con cui si è vissuta la gara, specialmente nella fase calda del secondo tempo. Sul piano disciplinare, da registrare anche i cartellini gialli sventolati a De Roon e Pasalic per falli tattici. Se dal punto di vista tecnico la qualificazione resta in bilico, sotto il profilo della tenuta nervosa entrambe le squadre hanno dimostrato di saper gestire la pressione, anche se certi errori individuali, come quello di Pasalic, ricordano quanto la concentrazione debba rimanere alta fino all’ultimo secondo. La sensazione, al termine dei novanta minuti, è che la bilancia penda ancora in perfetto equilibrio, in attesa della battaglia finale in terra bergamasca.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.