Lazio-Atalanta, la semifinale di Coppa Italia all’Olimpico tra crisi e protesta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte dello stadio Olimpico si prepara ad accogliere una semifinale di Coppa Italia che, per la Lazio, rappresenta molto più di un semplice doppio confronto: è l’ultima ancora a cui aggrapparsi per dare un senso a una stagione fin qui deludente, segnata da un decimo posto in classifica e da un digiuno di vittorie che dura ormai da troppo tempo. La squadra di Maurizio Sarri, reduce da appena due punti nelle ultime quattro giornate di campionato e da tre sconfitte nelle ultime cinque partite, ospita mercoledì 4 marzo alle 21 l’Atalanta di Raffaele Palladino, avversario tutt’altro che agevole considerando la profondità della rosa a disposizione del tecnico e la capacità dei bergamaschi di restare in corsa contemporaneamente su tre competizioni, Champions League compresa.

Il match, visibile in chiaro su Italia 1 e in streaming sulle piattaforme Mediaset Infinity e SportMediaset.it, si giocherà in un clima surreale, lontano parente di quelle notti di coppa che la capitale ha spesso vissuto con passione travolgente. La Curva Nord, cuore pulsante del tifo organizzato biancoceleste, ha infatti confermato lo sciopero iniziato settimane fa, una protesta che coinvolge circa trentamila abbonati i quali hanno rinunciato al diritto di prelazione per assistere alla semifinale, manifestando così il proprio dissenso verso la gestione societaria del presidente Claudio Lotito. I sostenitori laziali, lungi dall’abbandonare la squadra, hanno organizzato un’accoglienza alternativa: il pullman della squadra passerà da Ponte Milvio per ricevere il calore dei tifosi prima di dirigersi verso l’impianto, e successivamente i gruppi organizzati ascolteranno la partita alla radio radunati all’esterno del piazzale della Nord, tentando di far arrivare i propri cori fino al rettangolo di gioco.

Sul fronte tecnico, Sarri deve fare i conti con un’infermeria piuttosto affollata e con un attacco che, come evidenziano i numeri dell’ultimo periodo, fatica a trovare la via del gol: in quattordici partite su ventisette i capitolini non sono riusciti a segnare, e i centravanti non vanno a segno dall’inizio dell’anno. Le assenze pesanti di Rovella, Pedro e Basic, alle quali si aggiungono i dubbi legati alle condizioni di Gila e del fresco ex Daniel Maldini – quest’ultimo alle prese con un problema al ginocchio che potrebbe costringerlo al forfait – complicano ulteriormente i piani del tecnico, che dovrebbe affidarsi a un 4-3-3 con Provedel tra i pali e una linea difensiva composta da Marusic, Provstgaard, Romagnoli e uno tra Pellegrini e Nuno Tavares. A centrocampo spazio a Dele-Bashiru, Cataldi e Taylor, mentre in attacco Isaksen e Zaccagni supporteranno la punta, con Noslin favorito su Ratkov per sostituire l’eventuale assenza di Maldini.

L’Atalanta e le scelte di Palladino in un Olimpico deserto

La formazione bergamasca, dal canto suo, arriva all’appuntamento forte di un organico profondo che consente a Palladino di gestire le energie in vista dei prossimi impegni europei contro il Bayern Monaco. Nonostante la sconfitta rimediata in campionato contro il Sassuolo, un passo falso maturato in superiorità numerica, i nerazzurri partono con i favori del pronostico anche grazie alla vittoria ottenuta sempre all’Olimpico lo scorso 14 febbraio, quando si imposero per 2-0 con reti di Ederson e Zalewski. Saranno proprio le assenze a caratterizzare le scelte dell’allenatore: out De Ketelaere e Raspadori, e quasi certamente anche Ederson, con la mediana che sarà affidata alla coppia De Roon-Pasalic supportata sulle fasce da Zappacosta e Bernasconi.

Davinio, il reparto offensivo vedrà Samardzic e Zalewski agire alle spalle di una punta centrale, con il ballottaggio aperto tra Scamacca, apparso in ombra nell’ultima uscita, e Krstovic, più in palla realizzativamente parlando. La difesa a tre, con ogni probabilità, sarà composta da Scalvini, Hien e Djimsiti o Ahanor, con Carnesecchi confermato tra i pali. La gara d’andata, in programma in uno stadio che si preannuncia malinconicamente spoglio anche per il divieto di trasferta imposto ai tifosi orobici, rappresenta il primo atto di una doppia sfida che si concluderà a Bergamo nella seconda metà di aprile, e che mette in palio un posto nella finale del 13 maggio all’Olimpico.

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