Fisco, commercialisti soddisfatti per il recepimento delle proposte nel decreto correttivo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha espresso apprezzamento per l’inserimento, nel decreto correttivo-bis pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, di una serie di misure sollecitate dalla categoria negli ultimi mesi. Tra queste, spiccano le modifiche agli adempimenti tributari e al concordato preventivo biennale, insieme allo slittamento dei termini per il saldo 2024 e l’acconto 2025 destinato ai contribuenti forfettari e agli ISA, un altro punto richiesto dall’organismo e accolto dal governo.

Il provvedimento, denominato *D.lgs 81/2025* e approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 4 giugno, introduce disposizioni integrative e correttive in materia fiscale, con particolare attenzione alla giustizia tributaria e al sistema sanzionatorio. Una delle novità più rilevanti riguarda il concordato preventivo biennale, che vede l’introduzione di una nuova causa di esclusione dall’istituto, oltre all’unificazione delle posizioni relative ai redditi da lavoro autonomo. Quest’ultimo aspetto semplifica la procedura per i professionisti che intendono regolarizzare la propria situazione fiscale, eliminando alcune delle complessità che ne limitavano l’accesso.

Non mancano, tuttavia, elementi di criticità, come l’assenza di interventi su alcune richieste tecniche avanzate dai commercialisti, che avrebbero ulteriormente snellito gli adempimenti per le piccole imprese. Il decreto, comunque, rappresenta un passo significativo nella razionalizzazione del sistema, soprattutto per quanto concerne le tempistiche dei versamenti, un tema da sempre al centro del dibattito tra gli addetti ai lavori.

Parallelamente, il testo interviene sulle sanzioni, riducendo in alcuni casi gli importi per chi regolarizza spontaneamente le posizioni irregolari, mentre inasprisce le pene per i comportamenti fraudolenti. Un equilibrio che mira a favorire la collaborazione con l’Amministrazione finanziaria, senza però concedere margini a chi tenta di eludere il fisco.

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