Inter-Juventus, dal Giudice sportivo inibizione per Chiellini e Comolli
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Redazione Sport
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La tensione accumulata durante i quarantacinque minuti iniziali di Inter-Juventus, e in particolare l’espulsione di Pierre Kalulu per un presunto fallo su Alessandro Bastoni, ha trovato il suo epilogo nei corridoi che portano agli spogliatoi di San Siro, dove la rabbia dei dirigenti bianconeri si è riversata contro il direttore di gara Federico La Penna. Il Giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, dopo aver esaminato il referto arbitrale e le relazioni degli ispettori federali presenti sugli spalti, ha emesso ieri pomeriggio le sue decisioni, comminando provvedimenti disciplinari significativi a carico di due figure chiave dell’area tecnica della Juventus. L’amministratore delegato Damien Comolli è stato inibito fino al 31 marzo 2026, e a questo si aggiunge un’ammenda di 15.000 euro, mentre per Giorgio Chiellini, che ricopre il ruolo di Director of Football Strategy, lo stop durerà fino al 27 febbraio 2026 -1-5. Il difensore francese, autore dell’intervento che ha scatenato le proteste, dovrà invece scontare una giornata di squalifica per somma di ammonizioni.
Le motivazioni del provvedimento per l’ad bianconero
Nel dettaglio del comunicato ufficiale, la posizione di Comolli è descritta con una gravità che giustifica la durata dell’inibizione. Secondo quanto ricostruito e riportato dal Giudice sportivo, il dirigente francese, al termine della prima frazione di gioco, ha fatto ingresso nel tunnel che conduce agli spogliatoi assumendo un atteggiamento definito “aggressivo e gravemente intimidatorio” nei confronti dell’arbitro. La situazione avrebbe rischiato di degenerare ulteriormente, dal momento che Comolli ha cercato il contatto fisico con La Penna, un’azione che è stata scongiurata soltanto grazie all’intervento tempestivo dell’allenatore della Juventus e di altri membri della delegazione bianconera che si sono frapposti tra i due. A questo comportamento, annotato meticolosamente nel referto, si aggiungono espressioni verbali pesantemente offensive rivolte al direttore di gara, un atteggiamento che il dirigente ha poi reiterato anche nell’area antistante lo spogliatoio arbitrale, quasi a voler sottolineare la sua indignazione per la doppia ammonizione comminata a Kalulu.
La posizione di Giorgio Chiellini e il ruolo di paciere di Spalletti
Diversa, ma comunque passibile di sanzione, è risultata la condotta di Giorgio Chiellini. L’ex capitano, pur non sfiorando mai l’arbitro, si è reso protagonista di una contestazione “concitata ed irriguardosa” dell’operato di La Penna, un comportamento che ha anch’egli ripetuto sia nel tunnel che nelle immediate vicinanze dello spogliatoio. Nel comunicato si fa riferimento, inoltre, a “critiche offensive” indirizzate alla squadra arbitrale, un’infrazione specifica che è stata rilevata e segnalata da uno degli assistenti presenti sulla scena. L’allenatore Luciano Spalletti, dopo un primo momento di sfogo verbale che alcuni presenti hanno raccontato essere indirizzato prevalentemente al presidente dell’Inter Beppe Marotta, ha avuto un ruolo fondamentale nel sedare gli animi, tanto che la sua condotta non è stata ritenuta meritevole di sanzione disciplinare. Il suo intervento, unito a quello di altri collaboratori, è stato decisivo per evitare che l’ira di Comolli potesse tramutarsi in un contatto fisico diretto con il direttore di gara, un’evenienza che avrebbe quasi certamente comportato conseguenze ancor più severe.




