Moody's conferma il rating Baa2 sull'Italia e alza la stima del Pil 2026 allo 0,8%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'agenzia di rating Moody's ha completato la revisione periodica sul merito di credito della Repubblica Italiana confermando il giudizio sul debito sovrano a Baa2, con outlook stabile. La decisione consolida la posizione raggiunta lo scorso novembre, quando il rating era stato promosso da Baa3 a Baa2 ponendo fine a una fase durata 23 anni. Nella nota diffusa dall'agenzia si precisa che il documento "non annuncia un'azione di rating né indica una probabile azione sul rating nel breve periodo".

Un'economia che regge l'urto dei prezzi energetici

La valutazione di Moody's poggia sulla capacità dell'economia italiana di assorbire le tensioni sui mercati delle materie prime. L'agenzia statunitense ha definito l'Italia "resiliente" di fronte allo shock dei prezzi dell'energia derivante dal conflitto in Medio Oriente, sottolineando come l'impatto inflazionistico sia risultato molto più contenuto rispetto al biennio 2022-2023. L'inflazione complessiva è attesa al 2,8% nel 2026 e al 2,3% nel 2027. A trainare la tenuta economica hanno contribuito la domanda interna, i consumi delle famiglie e gli investimenti pubblici legati al Pnrr.

La revisione al rialzo delle stime di crescita

Dopo una crescita media del Pil reale dello 0,9% registrata nella prima metà dell'anno, Moody's ha rivisto al rialzo la previsione per il 2026 portandola allo 0,8%. Il quadro delineato dall'agenzia prevede un progressivo consolidamento dei conti pubblici: il rapporto deficit/Pil è stimato al 3% per il 2026 e al 2,9% nel 2027, in lieve calo rispetto al 3,1% rilevato nel 2025. Per quanto riguarda il debito pubblico, Moody's prospetta una stabilizzazione intorno al 138% del Pil nel biennio 2026-2027, propedeutica all'avvio di un graduale percorso di rientro negli anni successivi.

La spesa per interessi è vista salire al 4,2% del Pil nel 2026 rispetto al 3,8% del 2025, per poi crescere fino al 4,7% entro il 2032.

I pilastri del giudizio e i fattori di attenzione

Il rating dell'Italia è sostenuto da un'economia ampia, diversificata e a reddito elevato, con una forte base di investitori domestici che supporta il finanziamento dei titoli di Stato. L'appartenenza all'Unione europea e all'area euro rappresenta un ulteriore elemento di forza. A bilanciare questi fattori concorre l'elevato debito pubblico, che limita la flessibilità di bilancio e si accompagna a prospettive di crescita considerate moderate.

Moody's osserva che "un proseguimento del consolidamento di bilancio, basato su incrementi sostenibili delle entrate o sul contenimento della spesa, sarebbe positivo perché migliorerebbe la traiettoria del debito". L'agenzia aggiunge che progressi più rapidi nell'affrontare le sfide strutturali del mercato del lavoro e della capacità di innovazione, insieme a investimenti privati più consistenti, rafforzerebbero la resilienza economica e ridurrebbero la vulnerabilità del debito.

Il calendario delle revisioni e il contesto internazionale

La pubblicazione del giudizio è avvenuta a mercati chiusi, secondo la prassi seguita per evitare reazioni immediate sui titoli di Stato, concedendo agli operatori il fine settimana per analizzare la decisione prima della riapertura di lunedì. La valutazione di Moody's si inserisce nel calendario delle revisioni da parte delle principali agenzie internazionali: lo scorso 11 settembre Fitch ha riaffermato il rating a BBB+ con outlook stabile, mentre il 16 ottobre toccherà a Dbrs e il 13 novembre sarà il turno di Standard & Poor's.

Nel contesto europeo, Moody's ha confermato anche il rating Aaa dell'Unione Europea, mantenendo un outlook stabile.

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