Riunione tecnica a palazzo Chigi, il decreto Primo maggio si avvia verso il cdm
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Redazione Interno
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Dei corridoi del potere, in queste ore, si assorbe una fitta attività preparatoria. A palazzo Chigi è in corso una riunione cruciale – l’ennesima, a dire il vero, vista la delicatezza della partita – che ha come obiettivo quello di limare gli ultimi angoli del cosiddetto decreto lavoro. Questo provvedimento, atteso proprio in occasione della Festa dei Lavoratori, dovrebbe vedere la luce in tempi piuttosto rapidi. Gli addetti ai lavori riferiscono che, salvo contrordini dell’ultimo minuto, il testo potrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri già domani pomeriggio, anche se non si esclude uno slittamento tecnico alla riunione successiva.
Il nodo del salario giusto e la tregua sui contratti pirata
Al centro del provvedimento, che consta di ventisei articoli secondo l’ultima bozza visionata, trova spazio quella che il governo ha battezzato come la formula del "salario giusto". Con questa espressione, l’esecutivo intende fornire una risposta concreta a due piaghe storiche del mercato del lavoro italiano: il fenomeno del lavoro povero e le distorsioni provocate dal dumping contrattuale. Dopo una lunga battaglia interna, spesso descritta come una "tregua armata" tra le varie anime della maggioranza, si è trovato un punto di equilibrio. Le norme più radicali, quelle che rischiavano di fungere da lasciapassare per i cosiddetti contratti pirata (ovvero quelle intese collettive siglate da organizzazioni poco rappresentative che puntano al ribasso delle tutele), sono state accantonate o ridimensionate. Il decreto, con le poche risorse a disposizione, si sta dunque configurando come un intervento mirato, quasi un micro-provvedimento volto a incentivare i rinnovi contrattuali e a spingere verso l’alto le retribuzioni più basse.
I tempi della macchina amministrativa e i dossier paralleli
La macchina amministrativa, come spesso accade in questi frangenti, lavora sotto pressione. Gli incontri a palazzo Chigi si susseguono senza sosta per rispettare le scadenze politiche che si susseguono nei prossimi giorni. Proprio domani, infatti, è prevista una prima riunione del Consiglio dei ministri, mentre un'altra è già in calendario per giovedì 30 alle ore 16. In quest'ultima sede, oltre a dare il definitivo via libera al decreto lavoro qualora non fosse già stato esaminato, l'attenzione si sposterà su altri due fronti caldi. Il primo è rappresentato dal tanto atteso Piano casa, un dossier complesso che mira a sbloccare risorse e cantieri. Il secondo, di scottante attualità, riguarda la proroga del taglio delle accise sui carburanti: una misura che scade ufficialmente il primo maggio e che, in assenza di un intervento, comporterebbe un immediato rincaro dei prezzi alla pompa.
Filo diretto tra tecnici e vertici politici
La riunione in corso vede ai nastri di partenza i principali attori tecnici e politici della partita lavoro. Tra i partecipanti, infatti, figurano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a cui è demandato il compito di vigilare sulla coerenza normativa dei testi. Al suo fianco, la ministra del Lavoro Marina Calderone, che segue con attenzione ogni virgola delle nuove disposizioni sul welfare, affiancata dal suo sottosegretario Claudio Durigon. Non manca, a completare il quadro degli interlocutori, Luigi Sbarra, che nella sua veste di sottosegretario alla Presidenza con delega al Sud porta al tavolo le istanze delle aree territoriali più esposte al rischio di precariato. Si tratta, in sostanza, di una riunione operativa piena, dove ai dettagli tecnici si mescolano le scelte politiche di fondo, nel tentativo di consegnare al Paese un provvedimento che, sebbene contenuto nelle risorse, intende segnare un cambio di passo in materia di giustizia sociale.




