Ora solare 2026, lancette indietro nella notte tra il 24 e il 25 ottobre: si dorme un’ora in più

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’estate è finita, l’aria si fa più fresca e le giornate si accorciano. Con l’autunno arriva puntuale anche il momento di rimettere le lancette indietro. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 l’Italia tornerà all’ora solare: alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere spostati indietro di un’ora, tornando alle 2. In pratica, si guadagnerà un’ora di sonno, ma le giornate perderanno un’ora di luce nel pomeriggio.

Un rito che si ripete due volte l’anno

Due volte l’anno la stessa scena si ripete in milioni di case italiane: si guarda l’orologio e ci si chiede, ancora una volta, se le lancette vadano spostate avanti o indietro. Un rito che dura da decenni ma che continua a generare dubbi, soprattutto nei giorni che precedono l’appuntamento. Il meccanismo è semplice: in autunno si torna all’ora solare e le lancette vanno indietro di sessanta minuti; in primavera si passa all’ora legale e si spostano avanti. Il cambio non avviene in una data fissa, ma è tradizionalmente legato all’ultima domenica di ottobre e all’ultima domenica di marzo.

Cosa cambia per famiglie e bambini

Se da un lato il passaggio all’ora solare regala un’ora di sonno in più, dall’altro l’organismo non modifica il proprio orologio biologico con la stessa rapidità con cui si spostano le lancette. A risentirne di più sono spesso i bambini che hanno già difficoltà ad addormentarsi la sera, i cosiddetti “gufi”, e gli adolescenti, tendenzialmente portati a vegliare più a lungo. Nei giorni successivi al cambio possono comparire irritabilità, sonnolenza diurna e difficoltà a prendere sonno.

Si tratta in genere di disturbi passeggeri: nell’arco di una settimana l’organismo tende ad abituarsi ai nuovi ritmi.

L’ora solare resta fino a fine marzo

L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend di marzo 2027, quando si tornerà all’ora legale. Nel frattempo, dal 25 ottobre in poi, farà buio prima nel pomeriggio: il sole sorgerà prima secondo l’orologio, ma il tramonto arriverà anticipatamente. L’effetto si accentuerà progressivamente fino al solstizio d’inverno, il 21 dicembre, quando le ore di luce ricominceranno lentamente ad aumentare. Per smartphone, computer e la maggior parte degli orologi connessi a internet il cambio avverrà in modo automatico.

Gli orologi analogici e i dispositivi non collegati alla rete andranno invece aggiornati manualmente, spostando le lancette all’indietro di sessanta minuti.

Il dibattito sull’abolizione del cambio stagionale

Negli ultimi anni in ambito europeo si è discusso a lungo della possibilità di abolire i cambi stagionali dell’ora, mantenendo stabilmente un solo orario. La questione divide politica e comunità scientifica. Secondo l’Accademia Italiana di Medicina del Sonno, l’abolizione del cambio non equivale a sostenere l’ora legale permanente: si tratta di due questioni distinte, e la seconda rischia di rivelarsi biologicamente più dannosa del problema che intende risolvere.

La posizione dell’Accademia è in linea con quella delle principali società scientifiche internazionali, che favoriscono l’ora solare permanente, non quella legale permanente, per tutelare sonno, allineamento circadiano e salute pubblica.

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