Cambio d'ora 2026, lancette indietro nella notte tra il 24 e il 25 ottobre: si dorme un'ora in più
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Redazione Interno
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Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 gli orologi italiani torneranno a segnare l'ora solare. Alle 3 del mattino le lancette dovranno essere spostate indietro di sessanta minuti, riportando la misurazione alle 2. Il passaggio segna la fine di sette mesi di ora legale e regala un'ora in più di sonno, ma inaugura il periodo dell'anno in cui il buio arriva prima nel tardo pomeriggio, con giornate che si accorciano progressivamente fino al solstizio d'inverno.
Un appuntamento che divide l'opinione pubblica
Il cambio stagionale dell'ora non è mai stato una questione puramente tecnica. In Italia una raccolta firme promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) insieme a Consumerismo No Profit ha superato le 350mila adesioni ed è stata consegnata alla Camera dei deputati, chiedendo l'abolizione del doppio passaggio annuale. Il presidente di Sima, Alessandro Miani, ha spiegato che ogni cambio produce «un mini-jet lag sociale che ogni anno interferisce con sonno, attenzione e performance psicofisiche».
Sulla stessa linea il deputato della Lega Andrea Barabotti, primo firmatario dell'indagine conoscitiva alla Camera, secondo cui «l'ora legale permanente fa bene all'economia e fa bene anche al nostro benessere psicofisico».
I numeri, del resto, raccontano una storia ambivalente. Tra il 2004 e il 2024 l'Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all'adozione stagionale dell'ora legale. Mantenere l'orario estivo tutto l'anno potrebbe generare un ulteriore risparmio annuo di 720 milioni di kilowattora e circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200mila tonnellate l'anno, equivalenti all'assorbimento di circa sei milioni di alberi.
Dati che, secondo i promotori dell'abolizione, pesano sul piatto della bilancia insieme ai benefici per il commercio e il turismo legati a un'ora di luce serale in più.
L'orologio biologico non segue le lancette
Il punto, però, è che il corpo umano non riceve alcun aggiornamento automatico quando si spostano le lancette. Smartphone, computer e smartwatch si adeguano da soli; dentro di noi continua a scandire il tempo un meccanismo molto più antico e meno immediato, il sistema circadiano, che si sincronizza principalmente attraverso l'esposizione alla luce naturale, in particolare quella del mattino. La modifica degli orari e la riduzione della luce pomeridiana possono alterare questo equilibrio, con effetti che variano da persona a persona e possono durare da qualche giorno a diverse settimane.
Uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal e firmato da ricercatori canadesi ha analizzato le conseguenze di una scelta diversa: non più il cambio stagionale, ma l'adozione permanente dell'ora legale. I risultati indicano che l'ora legale permanente, mantenendo le mattine invernali al buio, lavora contro l'allineamento circadiano, riducendo la luce disponibile proprio quando il corpo ne ha più bisogno per sincronizzarsi.
«I nostri orologi biologici hanno bisogno della luce del mattino per restare sincronizzati con la giornata di 24 ore», ha spiegato Ralph Mistlberger, professore di psicologia alla Simon Fraser University. «L'ora legale permanente sposta quella luce un'ora più tardi proprio quando le mattine invernali sono già più buie».
Adolescenti e studenti i più esposti
L'attenzione degli studiosi si concentra in particolare sui più giovani. Durante la pubertà il ritmo sonno-veglia tende naturalmente a spostarsi in avanti, mentre l'inizio delle lezioni rimane presto. La combinazione tra questa tendenza biologica e un orario che ritarda l'alba può produrre effetti misurabili sull'attenzione e sul rendimento.
Una ricerca condotta su oltre 22mila studenti di sei Paesi europei, pubblicata su una rivista accademica, ha esaminato le performance in test standardizzati somministrati a cavallo del cambio d'ora primaverile, trovando variazioni di piccola entità e non statisticamente significative. Altri lavori, però, indicano che l'esposizione a più luce mattutina prima di andare a scuola è associata a punteggi migliori in matematica e lettura tra gli adolescenti, con effetti paragonabili a una riduzione significativa del numero di studenti per classe.
Le organizzazioni scientifiche che si occupano di sonno e cronobiologia, tra cui l'American Academy of Sleep Medicine e la European Sleep Research Society, raccomandano da anni l'adozione permanente dell'ora solare, ritenendola più allineata ai ritmi biologici naturali.
La questione, tuttavia, resta aperta e il percorso politico europeo è fermo da tempo: dopo la consultazione pubblica del 2018, che aveva raccolto 4,6 milioni di risposte con l'84% dei partecipanti favorevole all'abolizione del cambio stagionale, il Parlamento europeo aveva votato nel 2019 per lasciare a ogni Stato membro la scelta tra ora legale e solare permanente, ma l'iter si è arenato per le divergenze tra i Paesi del Nord, orientati verso l'ora solare, e quelli del Sud, tra cui l'Italia, più favorevoli all'ora legale.
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