Tragedia di Begato, il racconto del vicino: "Ho visto il bambino cadere e ho provato a rianimarlo"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un bambino di cinque anni è morto dopo essere precipitato dal balcone di un appartamento al terzo piano di una palazzina in via Remigio Vigliero, nel quartiere popolare di Begato, a Genova. Il piccolo si trovava in casa con la madre, che al momento dell'incidente si trovava in un'altra stanza, e sarebbe caduto da un'altezza di circa quindici metri. Secondo le testimonianze raccolte dalla polizia, avrebbe scavalcato autonomamente il parapetto del balcone, dove spesso andava a giocare. Trasportato in codice rosso all'ospedale Gaslini, è deceduto a causa dei gravi traumi riportati.
La testimonianza del vicino
«Ho visto il bambino cadere. Prima ha battuto contro una ringhiera, poi è rimbalzato ed è finito sull'asfalto. Solo quando l'ho visto a terra ho capito che era un bambino». È il racconto di Carlo Busso, conosciuto nel quartiere come "Romano", l'uomo che ha assistito alla scena e ha immediatamente cercato di prestare soccorso al piccolo. «Ero affacciato alla finestra, a controllare un condizionatore e ho visto cadere qualcosa, mi sembrava un pacco», ha spiegato.
L'uomo, ottant'anni, è corso in strada insieme alla moglie, alla quale ha chiesto di chiamare i soccorsi, e ha tentato un massaggio cardiaco. «Ho provato a rianimarlo, ma sentivo il cuore che non batteva. Non sono riuscito a fare niente, sono distrutto». Ha poi chiesto aiuto a una vicina che lavora come infermiera, invitandola a proseguire le manovre. I sanitari del 118, giunti sul posto con un'automedica, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Le indagini e la posizione dei familiari
La procura di Genova ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati, un modello 45, in attesa degli accertamenti disposti sul corpo del piccolo, tra cui l'autopsia. Gli investigatori della squadra mobile, ai quali sono state delegate le indagini, propendono al momento per l'ipotesi di una tragica fatalità. Sul posto sono intervenute le volanti, la polizia scientifica e la pm di turno. In base ai primi rilievi, l'appartamento era in perfetto ordine e non presentava segni di colluttazione o elementi che possano far pensare al coinvolgimento di terze persone.
Un aspetto al centro delle verifiche riguarda la presenza di adulti in casa al momento della caduta.
Il contesto familiare e il quartiere
La famiglia, di origine nigeriana, risiede a Begato da anni ed è benvoluta nel quartiere. Il bambino, figlio unico della coppia, era nato in Italia e quest'anno avrebbe cominciato la scuola elementare; proprio nel pomeriggio della tragedia i genitori dovevano andare a ritirare i libri di testo. Il padre, operaio edile, si trovava al lavoro quando gli è stata comunicata la notizia. Entrambi i genitori sono stati ricoverati in stato di choc all'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.
La madre, che ha cercato inutilmente di rianimare il figlio, è stata soccorsa dai vigili del fuoco e trasportata in ambulanza; al momento non è nelle condizioni di essere ascoltata dagli inquirenti.
La normativa sui parapetti
L'incidente riporta l'attenzione sui requisiti di sicurezza dei balconi negli edifici residenziali. In Italia l'altezza minima del parapetto è fissata a cento centimetri dal piano di calpestio, una misura stabilita dal decreto ministeriale 236 del 1989, che vieta anche configurazioni facilmente scalabili con elementi orizzontali ravvicinati. Il decreto legislativo 81 del 2008 conferma il limite per i luoghi di lavoro, mentre le norme tecniche per le costruzioni impongono che i parapetti resistano alle spinte orizzontali.
La protezione non deve presentare aperture tali da consentire il passaggio di una sfera di dieci centimetri di diametro. I regolamenti edilizi comunali possono prevedere misure più restrittive rispetto allo standard nazionale.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
