tregua israele-siria, cauto ottimismo dagli usa, netanyahu diserta il cairo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La speranza di un accordo sulla tregua a Gaza si rinnova, nonostante le smentite di Israele e Arabia Saudita riguardo alle notizie pubblicate ieri da Haaretz, secondo cui sarebbe vicina un'intesa sugli ostaggi. Gli Stati Uniti, esprimendo "cauto ottimismo", osservano con attenzione gli sviluppi. Il premier israeliano, apparso a sorpresa in Siria, nell'ex terra di nessuno rioccupata dall'Idf dopo la cacciata di Assad da Damasco, ha smentito le indiscrezioni su un suo viaggio al Cairo, dove oggi Al Sisi ha convocato con urgenza Abu Mazen.

Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, esponente dell'estrema destra, si è espresso contro il potenziale accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, subordinato alla liberazione degli ostaggi, definendolo "un grave errore che non serve né gli obiettivi e gli interessi dello Stato di Israele nella guerra, né porta al ritorno degli ostaggi, perché alla fine si tratta di un accordo parziale".

La trattativa odierna, forse definitiva o forse ancora in fieri, per il rilascio degli ostaggi è significativa e importante come la subitanea caduta del regime di Assad, come il crollo di Hamas e degli Hezbollah; è un altro muro che cade nel fronte feroce e determinato alla distruzione dello Stato d'Israele. Mentre quel muro si sgretola, sullo sfondo l'Iran e la Russia siedono sempre più spaventati.

I colloqui in corso a Doha tra Israele e Hamas per trovare un accordo che porti alla tregua nella Striscia di Gaza stremata sono in una "fase cruciale".

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