Mercato auto primo semestre 2026: ecco i costruttori che crescono di più in Europa e in Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato automobilistico europeo ha archiviato il primo semestre del 2026 con numeri che confermano la ripresa del settore, trainata in particolare dall'impennata delle auto ricaricabili e dall'arrivo di nuovi attori provenienti dall'Asia. Secondo i dati diffusi dall'Unrae, relativi ai 31 Paesi dell'area continentale, nel mese di giugno sono state immatricolate 1.407.332 nuove autovetture, segnando un incremento del 13,1% rispetto alle 1.243.824 unità registrate nello stesso mese del 2025.

Questo slancio, che si inserisce in un contesto di graduale normalizzazione delle catene di approvvigionamento e di rinnovata fiducia da parte dei consumatori, ha permesso di raggiungere un volume complessivo di 7.232.066 immatricolazioni nei primi sei mesi dell'anno, equivalenti a una crescita del 6,1% sullo stesso periodo dell'anno precedente.

Il dominio delle elettriche e il ritorno di Tesla

A trainare la crescita, come si accennava, sono state in larga parte le vetture a batteria e le ibride plug-in, che hanno beneficiato di incentivi statali e di una maggiore disponibilità di modelli. Le immatricolazioni di auto elettriche pure hanno segnato un incremento a doppia cifra, superando la media del mercato grazie anche al rinnovamento delle gamme proposto dai costruttori europei e cinesi.

In questo scenario, Tesla è tornata a essere protagonista, dopo alcuni mesi di flessione dovuti agli aggiornamenti della Model Y e alla concorrenza interna, e ha riconquistato quote importanti nei principali mercati del continente, specialmente in Germania, Francia e Regno Unito, dove i suoi modelli continuano a essere tra i più venduti.

Il dato complessivo, tuttavia, non deve nascondere un dato strutturale ancora problematico: nonostante l'accelerazione, i volumi del semestre restano inferiori del 14,2% rispetto al periodo pre-pandemico del 2019, a testimonianza di una ripresa che, per quanto robusta, fatica ancora a recuperare i livelli precedenti alla crisi.

La marea cinese: un'auto su dieci

Uno degli elementi di maggiore discontinuità, in questa prima metà dell'anno, è rappresentato dall'irruzione decisa dei costruttori cinesi nel mercato europeo. Secondo le elaborazioni sulle immatricolazioni, ormai un'auto nuova su dieci tra quelle vendute in Europa porta il marchio di una Casa cinese, un dato che era impensabile solo cinque anni fa e che sta ridisegnando gli equilibri competitivi del settore.

Marchi come BYD, MG (ormai di proprietà cinese), Xpeng e Nio, ma anche i nuovi arrivati come Geely e Chery, stanno guadagnando terreno non solo nel segmento delle elettriche, dove la loro offerta è particolarmente aggressiva, ma anche in quello delle termiche e delle ibride, dove hanno saputo presentare listini finali più bassi anche del 20% rispetto ai diretti concorrenti europei.

La strategia commerciale dei costruttori asiatici non si limita però ai prezzi: si avvale di una rete di distribuzione capillare, costruita appoggiandosi ai principali importatori dell'area o, in molti casi, agli stessi concessionari dei brand europei, che ora affiancano alle tradizionali marche anche i modelli cinesi per attrarre una clientela sempre più attenta al rapporto qualità-prezzo.

La situazione italiana e la classifica dei brand

Nel contesto italiano, il mercato ha seguito un andamento simile a quello europeo, pur con alcune specificità legate alla composizione del parco circolante e alle abitudini di acquisto.

Il nostro Paese ha registrato una crescita significativa delle immatricolazioni nel semestre, spinta dagli incentivi statali per le auto ecologiche e dal rinnovo del parco auto, ma rimane ancora fanalino di coda in Europa per quanto riguarda la penetrazione delle auto elettriche, a causa di una rete di ricarica ancora insufficiente e di una fiscalità che penalizza i veicoli a batteria rispetto ad altre nazioni del continente.

Tra i brand che hanno performato meglio in Italia, spiccano le case generaliste come Fiat e Volkswagen, che hanno beneficiato del lancio di nuovi modelli e di campagne promozionali, mentre Toyota ha continuato a dominare il segmento delle ibride full-hybrid.

Per quanto riguarda la crescita percentuale, i dati provvisori indicano che i maggiori incrementi sono stati fatti registrare da marchi cinesi e coreani, con Hyundai e Kia in forte ascesa, e da alcuni brand premium tedeschi, come BMW e Audi, che hanno saputo interpretare al meglio la transizione verso l'elettrico mantenendo alte le vendite dei modelli termici di fascia alta.

La classifica finale delle immatricolazioni, con i numeri definitivi per singolo costruttore, sarà resa nota nei prossimi giorni dalle associazioni di categoria, ma è già chiaro che il primo semestre del 2026 segna un punto di svolta per il mercato auto europeo, che vede emergere nuovi protagonisti e modificare le gerarchie consolidate da decenni.

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