Focolaio di pertosse al Sassuolo, sei calciatori isolati alla vigilia della sfida con la Juventus
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Redazione Sport
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In un calcio sempre più dominato dalla tecnologia, dai dati forniti dai GPS e da piani alimentari studiati al millimetro, la malattia torna a fare irruzione nello spogliatoio in una forma che sembrava relegata ai libri di testo di pediatria. Il Sassuolo Calcio si trova improvvisamente a fare i conti con un focolaio di pertosse, un’infezione respiratoria batterica altamente contagiosa che ha costretto la società a mettere in atto le procedure d’emergenza a poche ore dalla delicata trasferta dell’Allianz Stadium di Torino. La nota ufficiale diffusa dal club emiliano ha confermato un quadro clinico preciso: un calciatore con diagnosi accertata di pertosse e altri cinque compagni che presentano una sintomatologia compatibile, portando a sei il numero di elementi del gruppo squadra attualmente in isolamento.
La gestione della situazione, come reso noto dalla società neroverde, segue protocolli ben definiti in accordo con le autorità sanitarie. I soggetti che mostrano i sintomi – caratterizzati tipicamente da accessi di tosse violenta e persistente, quella che viene comunemente chiamata “tosse canina” – sono stati separati dal resto del gruppo e da tre giorni sono sottoposti a costante monitoraggio da parte dello staff medico. Parallelamente, tutti i componenti della rosa risultati asintomatici sono stati sottoposti a una specifica profilassi antibiotica, un intervento preventivo che mira a ridurre il rischio di ulteriori contagi all’interno di un ambiente, quello dello spogliatoio, per sua natura favorevole alla trasmissione di agenti patogeni a causa della vicinanza e della condivisione degli spazi.
L’infezione, causata dal batterio Bordetella pertussis, si trasmette per via aerea attraverso le goccioline di saliva e trova nelle fasi iniziali una sintomatologia subdola, spesso confondibile con quella di un comune raffreddore: rinite, starnuti e una lieve febbricola che precedono l’esplosione della tosse parossistica. Sebbene colpisca tipicamente la popolazione infantile, la sua comparsa in un gruppo di atleti professionisti – come dimostra il caso di Sassuolo – evidenzia come l’immunità possa calare nel tempo, rendendo gli adulti vulnerabili o portatori inconsapevoli. Nonostante l’emergenza sanitaria che ha decimato la rosa a disposizione di Fabio Grosso, la Lega Serie A è stata informata della situazione, e al momento non si registrano le condizioni per ipotizzare un rinvio del match, previsto per sabato 21 marzo.




