Focolaio di pertosse al Sassuolo, sei calciatori in isolamento alla vigilia della sfida con la Juventus
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Redazione Sport
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Il Sassuolo Calcio si prepara ad affrontare la Juventus all’Allianz Stadium nel pieno di un’emergenza sanitaria che ha colpito il gruppo squadra, riportando alla memoria, seppur con dinamiche profondamente diverse, le procedure di isolamento già sperimentate durante la pandemia. A comunicarlo è stata la stessa società neroverde attraverso un comunicato ufficiale diramato nella giornata di venerdì, quando ormai la partita valida per la trentesima giornata di Serie A è imminente: un calciatore ha ricevuto una diagnosi certa di pertosse, mentre altri cinque componenti della rosa presentano una sintomatologia compatibile con l’infezione. L’identità dei soggetti coinvolti, che il club ha volutamente omesso di rivelare, rimane avvolta nel riserbo più assoluto, così come il loro ruolo specifico all’interno della rosa a disposizione di Fabio Grosso.
I sei giocatori interessati dal focolaio sono stati immediatamente isolati dal resto del gruppo; stando a quanto riportato dalla società emiliana, tali misure sono in atto già da tre giorni. Lo staff medico del club, in stretta collaborazione con le autorità sanitarie competenti, sta applicando scrupolosamente tutte le procedure previste dai protocolli vigenti, mantenendo i contagiati sotto costante monitoraggio clinico. Parallelamente, l’intero contingente dei componenti asintomatici è stato sottoposto a una profilassi specifica, un intervento preventivo mirato a scongiurare un’ulteriore diffusione del batterio Bordetella pertussis all’interno dell’ambiente ristretto dello spogliatoio.
La situazione, inevitabilmente, ha gettato un’ombra di incertezza sulla regolare disputa dell’incontro in programma domani sera. Il club, nel dettaglio della nota ufficiale, ha dichiarato di aver tempestivamente informato la Lega Serie A circa lo stato di salute della propria rosa, mantenendo attivo un canale di dialogo costante per gestire l’evoluzione della vicenda. Nonostante l’evidente situazione di emergenza che costringerà Grosso a fare i conti con una rosa ridotta all’osso – al punto che potrebbero essere aggregati giovani del settore giovanile per completare la lista dei convocati – al momento non si profilerebbe l’ipotesi di un rinvio della partita, sebbene tutte le opzioni siano subordinate all’andamento del contagio nelle prossime ore.
A dare alle difficoltà logistiche e psicologiche della vigilia è stato lo stesso allenatore Fabio Grosso, il quale nel corso della conferenza stampa ha descritto una settimana “particolare, abbastanza difficile”, caratterizzata dalla necessità di rimodellare giorno dopo giorno i piani tattici a causa delle continue defezioni. “Per noi si è aggiunta qualche altra complicazione”, ha commentato il tecnico, sottolineando come la squadra, pur decimata, dovrà cercare di trasformare una situazione oggettivamente sfavorevole in un’opportunità per chi sarà chiamato a scendere in campo. L’approccio di Grosso, che ha parlato apertamente di “organico decimato”, lascia intendere come la sfida contro una Juventus definita “forte e in salute” rappresenti una prova di resilienza tanto tecnica quanto caratteriale per i neroverdi.
Le procedure sanitarie e il contesto della gara
L’infezione, che si trasmette per via aerea attraverso le goccioline di saliva, impone un rigido protocollo di isolamento che il club ha dichiarato di seguire con precisione. Oltre ai sei calciatori già in isolamento, il resto del gruppo continua a essere monitorato costantemente; l’attenzione massima alla salute dei tesserati e dello staff rappresenta, secondo quanto scritto nella nota, la priorità assoluta per la società. Nel frattempo, a poche ore dal fischio d’inizio dell’incontro dell’Allianz Stadium – che resta in programma – la Lega Serie A valuta la situazione con la consapevolezza che, sebbene al momento non ci siano i presupposti per un rinvio, la situazione potrebbe ancora subire variazioni in extremis.
Le parole di Grosso e le difficoltà della vigilia
“Ci prepariamo a questa gara con i ragazzi a disposizione, ma abbiamo dei ragazzi in grado di poter fare partita”, ha voluto precisare Grosso, cercando di stemperare i toni della crisi ma senza nascondere le oggettive difficoltà che una settimana di questo tipo comporta nella preparazione di un match di alto livello. Il tecnico, che ha evitato di addentrarsi in valutazioni soggettive sul potenziale rinvio o sull’operato altrui, si è concentrato sugli aspetti gestibili dalla propria squadra: la voglia di “cogliere questa opportunità” e la necessità di “fare una gara piena” nonostante le assenze pesanti. La partita, quindi, resta in piedi, ma il Sassuolo arriva all’appuntamento con un’infermeria piena e con l’obbligo di rispettare alla lettera un protocollo sanitario che, solo qualche anno fa, sarebbe stato impensabile osservare con tale naturalezza nel mondo del calcio.




