La Juventus cerca il quarto posto, il Sassuolo fa i conti con un’inaspettata emergenza pertosse
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Redazione Sport
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All’Allianz Stadium di Torino, sabato 21 marzo con calcio d’inizio alle 20:45, va in scena il match valevole per la trentesima giornata di Serie A tra una Juventus in piena corsa per la zona Champions League e un Sassuolo che, forte di una classifica tranquilla, si trova però a dover gestire un imprevisto sanitario capace di sconvolgere le poche certezze a disposizione di Fabio Grosso. I bianconeri, reduci dal successo per 1-0 sul campo dell’Udinese – vittoria che ha permesso di scavalcare la Roma attestandosi al quinto posto con 53 punti – arrivano a questo appuntamento con l’obiettivo dichiarato di agganciare il quarto posto, mentre gli emiliani, decimi a quota 38, hanno ormai la salvezza in tasca ma cercano conferme dopo la sconfitta interna subita per 1-0 contro il Bologna. A dirigere le operazioni sarà l’arbitro Marchetti, assistito da Costanzo e Bianchini, con Allegretta nel ruolo di quarto uomo e la coppia Abisso-Camplone al Var.
La sfida tra Juventus e Sassuolo porta con sé un curriculum statistico piuttosto netto a favore dei padroni di casa: i bianconeri rappresentano la formazione contro cui gli emiliani hanno perso il maggior numero di partite in Serie A, ben 16 sulle 23 totali disputate, subendo inoltre il maggior numero di reti (55) nel massimo campionato. Un dato, quest’ultimo, che fa da contraltare all’equilibrio registrato negli ultimi quattro incroci, due successi per parte: i bianconeri si sono imposti nelle due più recenti con un punteggio complessivo di 6-0, mentre il Sassuolo aveva fatto altrettanto nelle due precedenti con un totale di 5. Il tecnico della Juventus, Luciano Spalletti, in conferenza stampa ha provato a smorzare gli entusiasmi legati ai numeri, sottolineando come il momento della scelta diventi l’elemento discriminante in partite dall’equilibrio così sottile: “Quali dettagli conteranno? Quello che diventa fondamentale sono le scelte che si vanno a fare”.
L’emergenza pertosse che complica i piani di Grosso
Se dalla parte bianconera si respira un clima di ritrovata fiducia, alimentato dalle vittorie consecutive contro Pisa e Udinese che hanno restituito solidità al gruppo, sul versante opposto la settimana è stata segnata da una notizia tanto insolita quanto destabilizzante. Il Sassuolo, infatti, si presenta a questo match decimato da un’inaspettata emergenza sanitaria legata alla pertosse: un caso confermato e altri cinque membri della rosa con sintomi compatibili hanno costretto la squadra a un isolamento parziale, lasciando Grosso con una rosa ridotta all’osso. Il club, in queste ore, ha scelto di non rendere pubblici i nomi dei giocatori colpiti dalla malattia, alimentando un clima di incertezza che si protrarrà fino al momento del fischio d’inizio. Nonostante la situazione, alcune fonti indicano come sicuri elementi del calibro di Domenico Berardi, Andrea Pinamonti e Sebastian Walukiewicz, i quali dovrebbero reggere l’urto di una formazione inevitabilmente rimaneggiata.
Spalletti e il rebus delle scelte in attacco
Per Spalletti, che in settimana ha dovuto anche rispondere a domande sul proprio futuro – definendosi “un po’ idiota” a parlare di mercato con il contratto ancora da firmare – la priorità rimane la gestione di un gruppo allargato. Il tecnico ha parlato apertamente di “8500 minuti” ancora da giocare, un’iperbole per sottolineare come le risorse a disposizione vadano utilizzate con criterio senza fossilizzarsi su un undici titolare fisso. La probabile formazione ricalca quella vista nell’ultimo turno: Perin tra i pali, con Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso a comporre la linea difensiva. A centrocampo, il ballottaggio principale riguarda Khephren Thuram, alle prese con un fastidio alla caviglia, e Teun Koopmeiners; Locatelli, invece, sembra destinato a occupare la cabina di regia. In avanti, l’idea di Spalletti è quella di riproporre il tridente fluido che ha dato buoni risultati: Conceicao sulla destra, Boga a sinistra e Kenan Yildiz nel ruolo di falso nueve, con Jonathan David pronto a subentrare a partita in corso per variare il centro dell’attacco.
Un primo tempo di studio in attesa delle sostituzioni
L’approccio tattico alla gara, almeno sulla carta, vede la Juventus chiamata a prendere l’iniziativa contro un avversario che, pur privo di alcuni elementi, non ha intenzione di barricarsi nella propria metà campo. Grosso, infatti, ha costruito un Sassuolo capace di ripartire con velocità una volta riconquistata la palla, affidandosi alla qualità dei singoli in fase di transizione. La partita, almeno nelle intenzioni dei due tecnici, potrebbe risolversi nella seconda frazione, quando il fattore stanchezza e la possibilità di effettuare cinque sostituzioni – tema caldo per Spalletti, che ha ricordato come “non sono più undici giocatori in campo ma sedici” – potranno modificare gli equilibri. Per la Juventus, agganciare il quarto posto significherebbe rientrare a pieno Titolo nella corsa alla prossima Champions League, un obiettivo che la società considera prioritario e che pesa sulle scelte di formazione; per il Sassuolo, invece, l’emergenza pertosse rischia di trasformare una trasferta già difficile di suo in un’occasione per testare la solidità del gruppo al di là delle singole assenze.




