Dossieraggio su Ilaria Salis: l'informatico di Equalize ottenne il casellario dell'eurodeputata mentre era in carcere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nuovi e significativi dettagli emergono dall'inchiesta della Procura di Milano, che indaga su una presunta rete di accessi abusivi a sistemi informatici e dossieraggi illegali. Secondo le evidenze acquisite dai magistrati, Nunzio Samuele Calamucci, informatico della società Equalize – realtà riconducibile a Enrico Pazzali – si sarebbe procurato, in data imprecisata, il certificato del casellario giudiziale di Ilaria Salis. L'episodio, di per sé grave, assume una connotazione ancor più singolare se si considera che il prelievo del dato sarebbe avvenuto mentre la donna, insegnante e attivista, si trovava detenuta in un carcere ungherese, in attesa di giudizio per accuse legate a scontri con militanti di estrema destra. La condizione carceraria di Salis, da lei stessa descritta in successive dichiarazioni pubbliche come particolarmente dura, non ha dunque impedito la raccolta di informazioni riservate sulla sua posizione giudiziaria in Italia, in un momento di grande vulnerabilità personale e giuridica.

La trasmissione all'ex carabiniere del Ros

Il percorso documentato di questo certificato penale prosegue, secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, con una trasmissione avvenuta pochi giorni prima della svolta nel caso giudiziario ungherese. Gli atti investigativi, infatti, testimoniano che l'11 giugno 2024, Calamucci avrebbe inviato degli screenshot del casellario a Vincenzo De Marzio. Quest'ultimo, figura centrale in altre filoni dell'indagine, è un ex carabiniere del Ros nonché ex appartenente ai servizi segreti, attualmente accusato dalla Procura milanese di associazione a delinquere e accesso abusivo a sistema informatico nell'ambito della cosiddetta inchiesta sulla banda di via Pattari. La tempistica dell'invio, come sottolineano le carte, è cruciale: tre giorni dopo, il 14 giugno, Ilaria Salis verrà infatti liberata dalla detenzione ungherese per fare rientro in Italia, protetta dall'immunità parlamentare derivante dalla sua elezione al Parlamento europeo con il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra.

Il contesto investigativo più ampio

La vicenda che vede coinvolta l'eurodeputata si inserisce in un quadro investigativo di ampio respiro, portato avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano e dalla Direzione nazionale antimafia, incentrato sulle attività di cyber spionaggio riconducibili alla rete di Equalize. Le indagini, che hanno mosso i primi passi oltre un anno fa con una serie di perquisizioni e sequestri di materiale informatico, hanno progressivamente svelato un'intricata tela di presunti dossieraggi, i cui bersagli non sono ancora del tutto chiari. In questo contesto, l'informativa depositata dal Ros, che descrive gli esiti delle analisi sui dispositivi sequestrati a Calamucci, fornisce un tassello concreto, mostrando come i dati personali e giudiziari di una figura pubblica e controversa come Salis siano entrati nel circuito sotto esame.

Operazioni parallele e scenari differenti

Separata, ma contestuale nel flusso delle notizie di cronaca giudiziaria, è un'altra operazione di polizia che ha interessato la Calabria. Nella città di Cutro, un'azione interforze – inserita nel piano nazionale e transnazionale "Focus ’Ndrangheta" e predisposta su iniziativa del Questore – ha portato al sequestro di un'attività commerciale e alla denuncia di due persone. L'operazione, decisa in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, si colloca in uno scenario completamente diverso, legato al contrasto della criminalità organizzata di stampo mafioso, e non presenta alcun collegamento diretto con le indagini milanesi sui dossieraggi. Tuttavia, la sua menzione nel panorama informativo dello stesso periodo sottolinea l'intensa attività delle procure e delle forze di polizia su fronti disparati, che vanno dalla criminalità informatica a quella di stampo territoriale più tradizionale.

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